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LA MODA CHE VERRA’

LA MODA CHE VERRA’

Fin dall’inizio della pandemia, il mondo dello stile ha mostrato una grande generosita’, e ora e’ il momento di immaginare un nuovo inizio. Stilisti, manager e imprenditori stanno elaborando idee per tornare a sognare.
Orgoglio, consapevolezza, desiderio di tornare a dimostrare al mondo l’eccellenza del “fashion made in Italy”, ma anche la voglia di tornare a mettersi in gioco, magari cambiando qualche regola che ormai non funzionava piu’.

Un grande della moda Giorgio Armani, la cui generazione e’ stata quella piu’ colpita dal Covid-19, e’ stato il primo a decidere di sfilare a porte chiuse durante la settimana della moda a Milano.
Poi ha riconvertito i suoi stabilimenti italiani per confezionare camici per medici e infermieri.
In una intervista, diventata virale, egli afferma una grande verita’: la moda deve smettere di correre, di sfornare idee a caso.
Per venire incontro ai nuovi desideri dei consumatori.

“a causa dell’emergenza e del distanziamento sociale e’ mutato il modo di pensare e i vestiti” egli dice.
La moda dovra’ andare incontro ai nuovi bisogni, offrendo soluzioni funzionali e di qualita’, proposte autentiche e durevoli.
Insomma una rivoluzione copernicana. Anche la moda dovra’ rallentare il passo, questa esperienza cosi’ dolorosa ci ha lasiato una lezione importante: non sprecare, fare con meno, e’ meglio.

Negli ultimi anni, in ogni campo, la necessita’ di mostrare sempre di piu’ stava diventando un problema, un falso bisogno, voluto piu’ dal sistema che da una reale richiesta della clientela, che ha generato le sfilate spettacolo delle Pre-collezioni, e le numerose consegne che riempiono i negozi con troppa merce.
La pandemia ha insegnato una cosa, a stare attenti, a non sprecare, a fare molto e meglio, con meno.
Forse e’ veramente giunta l’era dell’anti – consumismo.

I consumatori andranno sempre piu’ alla ricerca di canali d’acquisto tali da permettere il risparmio.
Per riconquistare un pubblico disilluso, parsimonioso e in difficolta’, i brand dovranno trovare il modo di ripensare la propria mission e di riacquistare valore.
Il report di The business of Fashion e McKinsey sottolinea come in Europa e negli Stati Uniti, oltre il 65% dei consumatori preveda di ridurre la spesa per l’abbigliamento, mentre solo il 40% prevede di ridurre la spesa totale delle famiglie.
In Cina i dati ufficiali di vendite al dettaglio per gennaio e febbraio 2020 dipingono un quadro cupo per il primo trimestre, con un calo di oltre un 20% su base annua.

Il distanziamento sociale ha evidenziato piu’ che mai l’importanza dei canali digitali e il lockdown ha elevato il digitale a priorita’ urgente nell’intera catena fashion: se le aziende non si espangono, o non rafforzano le proprie capacita’ digitali nella fase di ripresa, soffriranno a lungo termine.
Nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti, infatti, il 24% dei consumatori prevede di spendere di piu’ tramite i canali social.
Inoltre, la crisi spinge il 13% dei consumatori europei a navigare negli etailer online, per la prima volta: anche per questo i brand dovrebbero cogliere l’opportunita’ di non essere piu’ solo dei semplici esperti del digitale, ma di diventare realta’ all’avanguardia in questo campo, facendo la differenza.

La frase “adattati o muori” sara’ il nuovo mantra.
La crisi scuotera’ i piu’ deboli, incoraggera’ i forti e accelerera’ il declino di quelle realta’ che stavano gia’ lottando prima della pandemia, portando a massicce ondate di consolidamento, attivita’ di fusione e acquisizione, insolvenze.

Per garantire il proprio futuro, le aziende dovranno ripensarlo proprio adesso, adattandosi al nuovo ambiente di mercato, valutando opportunita’ di cessione e acquisizione, identificando partner strategici per rafforzare il core business, incrementarne i guadagni, creare stabilita’ operativa e finanziaria fin dall’inizio della recessione.
L’ultima copertina di Vogue Italia e’ bianca.
“Bianca prima di tutto in segno di rispetto, ma anche di rinascita, luce dopo l’oscurita’ e somma di tutti i colori.

Bianca come i camici di coloro che hanno messo a rischio la propria vita per salvare le nostre”
Ma anche come uno spazio pronto ad accogliere cio’ che verra’: la prima pagina di una storia ancora da scrivere.

Quella della moda dopo il Covid-19!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Fotolia

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