VACCINAZIONE ANTI COVID-19 VACCINO VACCINI DOSE DOSI VACCINAZIONI

Solo Italia e Spagna, nell’Unione europea, presentano aree di colore giallo, quindi a rischio ancora non elevato di contagio: per il resto l’Europa è rossa o rosso scuro. E’ quanto mostra la mappa aggiornata del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

In Italia sono gialle Piemonte, Toscana, Umbria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna: le restanti sono rosse, tranne Friuli Venezia Giulia e la provincia di Bolzano in rosso scuro. In Spagna l’Estremadura è in giallo. La massima incidenza dei casi, secondo Ecdc, è in Germania, Benelux, Irlanda, Grecia e nell’Europa dell’Est. Entro sei mesi in Europa oltre la metà dei casi Covid sarà Omicron “Le evidenze attuali su trasmissibilità, gravità” della malattia “e fuga immunitaria sono altamente incerte per la variante di preoccupazione Omicron” del coronavirus pandemico.
“Tuttavia, i dati preliminari dal Sudafrica suggeriscono che potrebbe avere un sostanziale vantaggio di crescita rispetto alla variante Delta. In tal caso, i modelli matematici indicano che Omicron dovrebbe causare oltre la metà di tutte le infezioni da Sars-CoV-2 nell’Unione europea/Spazio economico europeo entro i prossimi mesi”. È una delle valutazioni riportate dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nel documento in cui si valuta il rischio collegato alla nuova variante (B.1.1.529). “Tanto maggiore è il vantaggio di crescita di Omicron rispetto alla variante Delta e la sua circolazione nell’Ue/See – si legge nella valutazione Ecdc – tanto più breve è il tempo previsto prima che Omicron causi la maggior parte di tutte le infezioni da Sars-CoV-2″.

“Rilevata per la prima volta l’11 novembre in Botswana, il numero di Paesi che segnalano casi di Omicron a livello globale e nell’Ue continua ad aumentare”, hanno ricordato gli esperti. “Esistono numerose incertezze intorno a Omicron in termini di trasmissibilità e gravità”, ma “i dati preliminari suggeriscono un vantaggio sostanziale rispetto alla variante Delta”.

In Europa 70 casi in 13 paesi
Il numero di paesi che segnalano casi di variante Omicron del coronavirus continua ad aumentare a livello globale, con un totale di 352 casi confermati segnalati da 27 paesi, di cui 70 casi confermati in 13 Paesi europei. La maggior parte dei casi confermati ha una storia di viaggi in Paesi dell’Africa meridionale. “La maggior parte dei casi confermati – ribadisce l’Ecdc – ha una storia di viaggi in Paesi dell’Africa meridionale” e alcuni di loro “hanno preso voli in coincidenza in altre destinazioni tra l’Africa e l’Europa. Diversi Paesi europei hanno già segnalato una successiva trasmissione comunitaria o domestica”.
Ancora una volta viene precisato dall’Ecdc che “tutti i casi per i quali sono disponibili informazioni sulla gravità erano asintomatici o lievi” e che, “ad oggi, non ci sono stati casi gravi e nessun decesso riportato tra questi casi”.

Ipotesi di un calo della protezione per guariti e vaccinati “La presenza di mutazioni multiple nella proteina Spike della variante Omicron di Sars-CoV-2 indica un’elevata probabilità di riduzione dell’attività neutralizzante da parte degli anticorpi indotti da infezione” pregressa “o vaccinazione“. L’ipotesi è che ci possa essere un calo dell’immunità di vaccinati e guariti, ma non è chiaro di quanto. “Dati preliminari – spiega l’Ecdc – suggeriscono che Omicron potrebbe essere associata a un aumento del rischio di reinfezione in Sudafrica. Tuttavia, in assenza di dati sulla neutralizzazione in vitro, dati sull’efficacia vaccinale e ulteriori dati sulla reinfezione in popolazioni esposte a varianti differenti di Sars-CoV-2 durante le precedenti ondate, la misura in cui Omicron elude o erode l’immunità derivata da vaccino o precedente infezione rimane incerta”.

Aifa: “Poco verosimile che Omicron eluda i vaccini” – Sulla variante Omicron “al momento sappiamo molto poco, sembra essere una variante più trasmissibile, ma non abbiamo segni che causi una malattia più grave, e non ci sono ancora dati sulla sua capacità di eludere la protezione da vaccino o da anticorpo monoclonale. In termini di possibilità biologica sembra poco verosimile che, nonostante le sue tante mutazioni, possa eludere completamente tutte le componenti anticorpali che si sviluppano a seguito di una vaccinazione”. Lo afferma Maria Paola Trotta, coordinatrice unità di crisi dell’Agenzia Italiana dei medicinali (Aifa) dedicata al Covid, su Radio 24. “Forse ci potrà essere una riduzione di efficacia nei confronti dall’infezione – ha aggiunto -, ma ci si aspetta che verso le forme gravi e decessi possa restare a livelli adeguati. Ci sono ancora incertezze e i ricercatori stanno alacremente lavorato su questo”.

A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica

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