Diceva il grande Totò: “C’è chi può e chi no può, io può”; ma evidentemente questa deve essere anche la massima di vita cui si ispira lui, il meglio al Mondo (del calcio), ovvero CR7, al secolo Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, da Funchal, Portogallo.

Un’azienda più che un essere umano che gioca al calcio e che è probabilmente il più abile “puntero” della storia del pallone, Pelé compreso, anche se fare paragoni tra generazioni diverse è sempre scomodo e difficilmente ne viene fuori un giudizio equilibrato e veritiero.
Il “nostro” campione, è stato negli ultimi giorni al centro di due polemiche che, se non ci fosse lui protagonista, avrebbero sollevato il mondo pallonaro e non, con la crocefissione diretta del reprobo che prima si è tolto la fascia da capitano della propria Nazionale, uscendo dal campo (a partita in corso) furibondo per un gol non concessogli in quanto nessuno tra arbitro e segnalinee si è accorto della rete….

Il secondo episodio è praticamente di giornata, con la maglietta della Juventus scagliata a terra al termine dell’ultima giornata di campionato, quella in cui i bianconeri hanno battuto il Genoa per 3-1, senza il contributo goleante di CR7, anzi con una prestazione scialba, culminata con un palo clamoroso da un metro e tanti palloni che i compagni non hanno passato sui piedi del “divino”.

Naturalmente CR7 è al di sopra di tutti e tutto, per cui ecco immediate le giustificazioni, con l’arbitro che si cosparge il capo di cenere e gli porge le sue scuse (gli avrà anche “promesso” di chiudere gli occhi al prossimo gol in fuorigioco?), persino la fascia messa all’asta per la buona causa di un bimbo malato….

…. come la maglietta che non sarebbe stata gettata per somma stizza ed incazzatura, ma regalata per la gioia di un raccattapalle, tanto la faccia nera come la pece di Ronaldo non l’ha vista nessuno ed anzi, quella è la sua espressione di massima gioia per la vittoria …. e se così è chissà che faccia aveva dopo le ultime eliminazioni dalla Champions!!!

Insomma, di fronte ad un potente (o presunto tale, visto che è pieno di soldi, oltre che di arroganza e del menefreghismo alle regole che non siano quelle stabilite da lui ….) tutti si inchinano, anche quando si comporta in modo che altri sarebbero solo dei …. coglioni …. tanto che volete, si può “toccare” il divino, fargli un appunto?

Lui non è Dybala, Arthur, Mckennie, e quindi chi se ne frega se trasgredisce, tanto il prode Pavel o l’eroico Direttore Paratici andranno a gridargli in faccia o staranno buoni buoni nella loro “cuccia” da baciapile? Così alla fine non si capisce se la Juve lo paga e lui è un dipendente o il dipendente è la Juve stessa e lui prende i soldi visto che …. voglio, posso, comando …. IO?

Juventino o no, tifoso o meno, credo poco importi in questo caso, perché chiunque ami il calcio come può sentirsi, reagire, di fronte a chi getta via la fascia da capitano? Lancia a terra la maglietta della propria squadra? Ne abbiamo visti altri farlo e cosa è stato detto? Li abbiamo applauditi, blanditi, giustificati? Abbiamo assistito a risposte in conferenza stampa così melliflue e da pirla, come quelle di Pirlo nel dopo partita?
Magari passerò per il solito anti-juventino pieno di preconcetti, ed invece è l’esatto contrario, perché una maglia, gloriosa o meno, e quella della Juve lo è certamente (così come quella della Nazionale portoghese), non può essere trattata in quel modo da nessuno, neppure da Ronaldo, che sarà pure milionario, ma è anche e come minimo un gran …. imbecille maleducato.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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