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Ancora conseguenze sulle forniuture di gas russo in Europa a causa della guerra in Ucraina. Il governo e le imprese finlandesi starebbero preparando l’interruzione delle forniture di gas russo verso il paese a maggio, lo riporta il quotidiano Helsingin Sanomat. Secondo il giornale, la società statale Gasum dovrà decidere entro il 20 maggio se accettare i termini di pagamento della Russia, ovvero il pagamento in rubli.

La russa Gazprom ha dichiarato il 27 aprile scorso di aver sospeso completamente le forniture di gas alla società bulgara Bulgargaz e alla polacca Pgnig a causa – appunto – del mancato pagamento in rubli, richiesto il 23 marzo scorso dal presidente russo Vladimir Putin.

Il Cremlino non ha esitato a dichiarare che la decisione è “una ritorsione alle sanzioni occidentali” stabilite dagli alleati su Mosca per aver dato inizio alla guerra il 24 febbraio scorso.

La notizia arriva a ridosso dell’inizio di una settimana decisiva sulla questione ucraina: a Bruxelles oggi, si terrà la riunione straordinaria dei ministri dell’Energia per discutere dell’interruzione della fornitura di gas da parte della Russia. E Martedì in plenaria al Parlamento europeo a Strasburgo è in programma l’intervento del presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, che qualche giorno fa ha definito il preteso pagamento in rubli “una violazione contrattuale”.

L’Ucraina sarà dunque, ancora una volta, al centro del dibattito in plenaria, a cui interverrà mercoledì anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Da giovedì si terrà a Firenze lo Stato dell’Unione a cui parteciperanno la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e i vice presidenti della Commissione, Josep Borrell (Alto rappresentante per la politica estera), Dubravka Suica, Vera Jourova, il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, e la commissaria all’Energia, Kadri Simson.

L’effetto boomerang creato dalle sanzioni alla Russia preoccupa non poco gli alleati e i mercati, in un contesto in cui l’approvigionamento di gas e petrolio russi diventano un deterrente al pari delle armi nucleari.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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