Le olimpiadi di atletica di Londra lasciano gli appassionati sportivi con un grande dubbio.

Sarà la fine di un ciclo? Gli eventi nel loro ordine e successione lasciano pensare di si.

Infatti oltre all’amara sconfitta di Bolt, la Giamaica subisce un altro duro colpo, stavolta in ambito femminile.

Vero, l’ex uomo più veloce del mondo è arrivato comunque a medaglia, anche se di Bronzo si è trattato, in una gara nella quale tutti, ma proprio tutti lo davano per favorito.
E la finale femminile? Beh quella neanche si dovrebbe correre, pensavano gli addetti ai lavori e il pubblico prima che iniziasse, tanto Elaine Thompson ha già la vittoria in pugno.
E invece la sud americana delude forse più del suo connazionale maschile, non arrivando neanche a medaglia, anzi giungendo al traguardo solo 5° dopo una gara molto più lenta delle aspettative.
L’oro se lo è aggiudicato l’americana Tori Bowe che termina col non esaltante tempo di 10″85, davanti all’ivoriana Maria Josè Ta-Lou 10″86( medaglia d’argento) e all’olandese Dafne Schippers (10″96 bronzo).

La sprinter gamaicana è giunta al traguardo solo 5° con un tempo di 10″98. E dire che poche ore prima, nella semifinale, aveva tagliato la linea finale con un tempo di 10″84, un tempo che nell’ultima gara le sarebbe valso l’oro.

Un tracollo inspiegabile dunque per una nazione da sempre abituata a essere al vertice in questo sport, sia a livello maschile con Bolt, ma anche prima di lui con Asafa Powell, un altro che non si può dire andasse piano; che femminile con la Thompson che aveva abituato tutti a vincere facilmente gare che in realtà sono molto tirate.

Ci vuole preparazione, condizione mentale e la freddezza di non lasciarsi emozionare dalla gara e/o dalla cornice di pubblico presente. Condizioni a cui però una campionessa come lei deve essere abituata, ma che evidentemente ieri sono riaffiorate condizionando la sua gara. Oppure era un lieve acciacco fisico, chissà.
Sta di fatto che almeno lei, al momento, non sia in procinto di ritiro, e quindi c’è tempo per recuperare questo brutto scivolone che lascia aperta una domanda; è la fine momentanea del glorioso ciclo di velocisti gamaicani?

A cura di Giacomo Biondi

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