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LA CITTA’ IN MANO AI BALORDI

Come prevenire le continue risse tra gang di giovani delinquenti armati di corpi contundenti; le rapine che si moltiplicano nelle strade cittadine e la maleducazione, spesso impunita, da parte dei più giovani? Presenza sul territorio di personale in uniforme; servizi di prossimità a stretto contatto con i cittadini; maggior coinvolgimento della polizia municipale; coordinamento tra le forze di polizia; telecamere da “sfruttare” con maggiore attenzione e nei limiti del possibile in tempo reale.

Inutile avere 300 occhi sulla città per poi tenerli chiusi. Per inciso il progetto del Commissariato di Pubblica Sicurezza da trasferire al CAPS, per chi non fosse ancora informato, è abortito da qualche tempo (n.d.r.). Semplici punti sui quali i vertici istituzionali devono alzare le antenne e impegnarsi maggiormente, dinanzi all’aumento verticale dei reati. I furti sono quadruplicati nell’ultimo decennio, così come si è aggravato il senso d’insicurezza causato dai reati che giornalmente colpiscono la città e i cittadini.

Basta ricordare quanto avvenuto a maggio, in vicolo Gasometro – zona stazione ferroviaria – nella violenta rissa tra nordafricani che si è finita con il ferimento, provocato da arma da taglio, di due persone, alla presenza di residenti e bambini. La colluttazione è sicuramente da collegare al controllo del territorio nel “business” del traffico di sostanze stupefacenti, che si allarga nottetempo anche all’area universitaria. Così come le cinque rapine nel centro storico nell’ultimo weekend. Quattro andate a segno, mentre la quinta è stata sventata grazie alla prontezza di una ragazza. Ora più che mai è urgente uno scatto in avanti, senza allarmismi, ma con decisione.

In questo senso il sindaco, anche se non responsabile in primis dell’ordine e della sicurezza pubblica, deve mettere in agenda questo problema tra le priorità reali, perché Cesena è una delle città di media grandezza sul territorio nazionale con un alto incremento di reati. Reati considerati minori che però toccano con “violenza” la sfera più intima e le “paure” delle persone.

Questo dato statistico oltre a sconcertarmi mi riporta alla mente le tante accuse di “allarmismo” ricevute nel tempo da chi, invece, avrebbe dovuto contrastare l’insicurezza dilagante e non solo percepita, così come voleva farmi credere. Inutile chiudere le stalle quando i buoi sono scappati. Tutto ciò mi obbliga a rilanciare l’allarme con la speranza sia raccolto dalle agenzie preposte alla sicurezza (prefetto e questore in testa) che mi auguro non si nascondano più davanti alle proprie responsabilità istituzionali e di civile convivenza. 

Il Vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Paolo Senni

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