In corso attacco a un distretto Kabul. Il presidente Ghani starebbe trattando coi talebani. La città di Jalalabad pronta ad arrendersi senza combattere. Fuggiti in Uzbekistan i signori della guerra di Mazar-i-Sharif. Marines a Kabul per l’evacuazione. Avviate procedure rientro personale ambasciata d’Italia.

I talebani hanno attaccato Paghman, un distretto di Kabul. Non esistono ancora conferme ufficiali dell’attacco, che segnerebbe l’inizio della battaglia per il controllo della capitale afghana.  Tre elicotteri sono atterrati nel palazzo presidenziale di Kabul. Lo riferisce Al Arabiya. Attacco a maggiore prigione Kabul I talebani hanno attaccato la prigione di Pul-e-Charki, la maggiore di Kabul e dell’Afghanistan, con 5 mila detenuti. Lo riferiscono i canali Twitter espressione dei talebani, che hanno diffuso anche un presunto video dell’assalto. Gli insorti hanno inoltre comunicato di aver preso il controllo di alcune postazioni di sicurezza a Paghman, un distretto della capitale. La battaglia per Kabul è iniziata.

Telefonata tra Blinken e Ghani Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente afghano, Ashraf Ghani, sugli sviluppi della situazione nel Paese. I due, spiega una nota, hanno discusso “l’urgenza degli sforzi politici e diplomatici in corso per ridurre la violenza”. Blinken ha “sottolineato l’impegno degli Stati Uniti per una forte relazione diplomatica e di sicurezza con il governo dell’Afghanistan e un continuo sostegno alla popolazione dell’Afghanistan.

Biden: non passerò questa guerra a successore  “Non passerò questa guerra ad un quinto presidente”: lo afferma Joe Biden. “Un anno o cinque anni in più di presenza militare Usa non avrebbe fatto la differenza se l’esercito afghano non può o non vuole tenere il suo Paese. E una presenza americana senza fine nel mezzo del conflitto civile di un altro Paese non è accettabile per me”, ha aggiunto in una nota diffusa dalla Casa Bianca.

Biden ricorda che in 20 anni “l’America ha mandato i suoi uomini e le sue donne migliori, investito quasi 1000 miliardi di dollari, addestrato oltre 300 mila soldati e poliziotti afghani, equipaggiandoli con attrezzature all’avanguardia e mantenendo la loro aviazione come parte della guerra più lunga della storia americana”. Il presidente ricorda inoltre di aver ereditato da Donald Trump un accordo che “ha lasciato i talebani nella posizione militare più forte dal 2001 e imposto la scadenza del primo maggio 2021” per il ritiro, riducendo le forze Usa al minimo di 2500 uomini.

“Quindi, quando sono diventato presidente, dovevo scegliere: proseguire l’accordo, con una breve estensione per l’uscita sicura delle forze nostre e alleate, o rafforzare la nostra presenza e mandare altre truppe americane a combattere ancora una volta in un conflitto civile di un altro Paese”, osserva Biden, spiegando la sua decisione di non passare il testimone ad un quinto presidente.

Bbc: attacco Usa a aeroporto Kandahar Di fronte all’avanzata travolgente dei Talebani in tutto l’Afghanistan, Washington risponde con un attacco aereo. A quanto riporta la BBC le forze americane hanno lanciato raid all’aeroporto di Kandahar, seconda città afgana caduta ieri sotto il controllo dei talebani, e “molti combattenti talebani” sono rimasti uccisi. L’emittente britannica cita un giornalista locale che ha appreso la notizia da diverse fonti della sicurezza e dal medico di un ospedale di Kandahar, nel Sud dell’Afghanistan .

Una fonte dell’ong italiana Intersos, presente con suoi operatori in città, riferisce all’agenzia Ansa di combattimenti intorno all’aeroporto di Kandahar.

Da parte sua, un giornalista freelance afghano, Bilal Sarwary, afferma che vi sono stati bombardamenti americani sui Talebani che avrebbero provocato “decine di morti”. Notizia non confermata dalla stessa Intersos. Caduta Mazar-i Sharif Mazar-i Sharif, quarta città dell’Afghanistan e capoluogo della provincia di Balkh, e’ caduta in mano ai talebani, che ora controllano tutto il Nord del Paese e sono arrivati a un soffio dalla capitale. Dopo Herat e Kandahar, la perdita di Mazar-I Sharif, centro di grande importanza strategica, e’ un altro colpo durissimo per il governo afghano, al quale resta la capitale come unica roccaforte.

I primi ad arrendersi, dopo i furiosi combattimenti di ieri, sono stati i soldati dell’esercito regolare. Il morale e’ quindi crollato presto anche tra le milizie tribali schierate a difesa della citta’, che hanno consegnato le armi agli insorti. Nelle stesse ore sono state espugnate Sharana, Mehtarlam e Asadabad, nell’Est e, dopo un mese di assedio, Maymana, nel Nord. Sono saliti cosi’ a ventitre’ su trentaquattro il numero di capoluoghi di provincia controllati dai talebani.

Biden dispiega 5000 soldati e avvisa talebani Joe Biden lancia un monito ai talebani: “Abbiamo comunicato ai rappresentanti dei talebani a Doha, attraverso il nostro comando, che ogni azione da parte loro sul terreno in Afghanistan che mette a rischio il personale Usa o la nostra missione (diplomatica, ndr) riceverà una rapida e forte risposta militare Usa”. Lo riferisce la Casa Bianca, precisando che il presidente ha autorizzato il dispiegamento di circa 5000 soldati per un ritiro “ordinato e sicuro” del personale americano e alleato, nonché degli afghani che hanno aiutato l’esercito americano.

Gli Usa evacueranno 30mila persone entro il 31 agosto Sono circa 30mila le persone che gli americani intendono evacuare dall’Afghanistan entro il 31 agosto, data fissata da Joe Biden per il ritiro delle truppe. Sono le stime del Pentagono, che entro la fine del weekend dispiegherà i soldati all’aeroporto di Kabul per garantire la sicurezza delle operazioni. Un secondo contingente di Marines è arrivato oggi, dopo quello di ieri.
Gli Stati Uniti intendo evacuare “migliaia di persone al giorno”, ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby. Circa 4200 persone lavorano all’ambasciata statunitense nella capitale.

Avviate procedure rientro personale ambasciata d’Italia Alla luce del deterioramento delle condizioni di sicurezza in Afghanistan, sono state avviate le procedure per predisporre il rientro in italia del personale dell’ambasciata italiana a Kabul. A quanto si apprende, rimarrà un presidio dell’ambasciata italiana presso l’aeroporto di Kabul dove stanno trasferendo la maggior parte altre ambasciate presenti in Afghanistan. Farnesina dispone ponte aereo per italiani “Facendo seguito agli inviti formulati a lasciare il Paese, le comunichiamo che, visto il grave deterioramento delle condizioni di sicurezza, viene messo a disposizione dei cittadini italiani un volo dell’Aeronautica Militare nella giornata di domani, 15 agosto, alle ore 21.30 circa dall’aeroporto di Kabul. Le formuliamo l’invito a lasciare il Paese con questo mezzo”. Con questa mail, inviata dall’ambasciata di Kabul ai connazionali presenti in Afghanistan, la Farnesina ha invitato gli italiani ancora nel Paese a partire sfruttando, domani, questo ponte aereo. Di Maio segue operazioni di rientro Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, secondo quanto si apprende, sta seguendo in raccordo con l’unità di crisi della Farnesina e l’ambasciatore a Kabul le operazioni di rientro in Italia dei nostri connazionali.  L’avanzata verso Kabul I talebani afghani nelle ultime ore hanno rafforzato la loro stretta territoriale intorno a Kabul. I rifugiati dell’inesorabile offensiva degli insorti hanno inondato la capitale e i marines statunitensi sono tornati per supervisionare le evacuazioni di emergenza. Afghanistan: “Consultazioni rapide” sono in corso per porre fine alla guerra in Afghanistan: lo ha detto il presidente del Paese, Ashraf Ghani. “Non lascerò che la guerra imposta al popolo causi la morte di altre persone innocenti, la scomparsa delle conquiste degli ultimi 20 anni, la distruzione di strutture pubbliche e la continuazione dell’instabilità”.  Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha avvertito che la situazione sta andando fuori controllo con conseguenze devastanti per i civili. Finora più di 250 mila persone sono state costrette a lasciare le loro case e molti di loro si sono concentrati a Kabul, nei parchi o in alloggi di fortuna. L’annuncio del Pentagono: i marines a Kabul Il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha annunciato che “elementi” di un battaglione si trovano ora a Kabul per aiutare gli americani e i loro colleghi afgani a lasciare il Paese rapidamente. “L’ambasciata degli Stati Uniti a Kabul ha invitato il proprio personale a distruggere i documenti sensibili e i materiali “che potrebbero venire usati come strumenti di propaganda”. Lo ha rivelato la Cnn, spiegando di aver potuto esaminare il documento originale. Giovedì scorso l’amministrazione Biden aveva annunciato che ritirerà il personale americano dall’ambasciata di Kabul, lasciando solo “una presenza diplomatica minima”, e in vista dell’evacuazione, “l’ambasciata ha garantito un supporto quotidiano per la distruzione del materiale sensibile sia in formato cartaceo che elettronico”, e degli “oggetti con loghi di ambasciate o agenzie, e bandiere Usa”, ricordando che questi materiali possono essere bruciati nei bidoni, o distrutti con un inceneritore o un compattatore. L’Amministrazione Usa starebbe anche considerando di trasferire l’ambasciata all’aeroporto di Kabul. Una fonte diplomatica Usa – ha spiegato Cnn – ci ha detto che i servizi di intelligence hanno indicato che Kabul potrebbe essere isolata dai Talebani entro la settimana, forse entro le prossime 72 ore, precisando che ciò non significa che entreranno nella capitale afghana.

I talebani a pochi chilometri da Kabul Sembra dunque inarrestabile l’avanzata verso Kabul dei talebani, che hanno preso il controllo di Lashkar Gah e altri tre capoluoghi provinciali dopo che giovedì hanno conquistato Kandahar e Herat, seconda e terza città dell’Afghanistan. Intanto, molti Paesi si affrettano a rimpatriare i propri cittadini e chiudere le ambasciate. “Kabul non è, in questo momento, in una situazione di minaccia imminente”, i talebani “stanno cercando di isolare Kabul”, aveva detto il portavoce del Pentagono John Kirby, ammettendo che “siamo certamente preoccupati per la velocità con cui i Talebani si stanno muovendo”.

Il portavoce talebano Zabihullah Mujahid ha annunciato “un’amnistia generale” per chi abbia collaborato “con gli occupanti o sia parte dell’amministrazione di Kabul”, promettendo che i diplomatici e il personale delle sedi estere non correranno rischi. Centinaia di migliaia di afghani sono fuggiti dalle proprie città, temendo che il ritorno dei talebani farà ripiombare il Paese nel regime brutale e repressivo sperimentato negli anni ’90. Ogni diritto delle donne era stato cancellato ed esecuzioni venivano eseguite in pubblico, in una spietata versione della legge islamica.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto ANSA

 

 

 

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