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IL MISTERO DI JEANNE CALMENT

Jeanne Calment è, o era, la donna più longeva del mondo.
A mettere in dubbio il primato di cui i francesi, e in particolare gli arlesiani, vanno orgogliosi, ci hanno pensato due scienziati russi che hanno pubblicato, dopo 21 anni dalla morte della signora, un libro in cui mettono in dubbio l’eta’ dell’ultracentenaria ipotizzando al riguardo un clamoroso scambio di persona tra la donna da record e la figlia. Insomma i 122 anni sarebbero in realtà la somma delle età delle due diverse persone.

Il movente?
Come prevedibile, squisitamente di natura economica: la figlia avrebbe deciso di sostituirsi alla madre per risparmiare sulle tasse di successione.
Ad avvallare la tesi, anche il testo di un esperto di assicurazioni che nel 2007 aveva messo in dubbio l’eta’ della signora.
E adesso come la mettiamo, dopo essere riusciti a distruggere un mito?
L’orgoglio francese potrebbe non solo decadere, ma anche infangarsi di un reato.
Si è pure ipotizzato di sciogliere il dilemma con l’esame del DNA della donna sepolta nel 1997.

L’opinion publique francaise si è divisa tra i sostenitori dell’avanzata età della signora e i distruttori della signora di Arles che, stando ad alcune fonti, condusse una vita estremamente attiva, cominciando a praticare la scherma a 85 anni, andando in bicicletta a 100 e fumando, sempre che il tutto corrisponda a verità, fino a 118 anni.

E il giallo continua! Chi fu davvero Jeanne? La nonna dell’umanità o soltanto una vecchia imbrogliona, che negli anni trenta prese il posto della madre morta per evitare di pagare le imposte di successione?
Per fugare i dubbi, bisognerebbe riesumare i corpi di madre e figlia, ma la famiglia non lo ha mai concesso l’autorizzazione e dubito che lo farà in futuro.
Resta il mistero, e resta pure il mistero delle parole di Jeanne Calment: “Dio si e’ dimenticato di me”. Volete sapere i suoi segreti?
Cioccolato, un bicchierino di porto e una sigaretta ogni tanto, fino a 122 anni.
Ma forse erano solo 99.

Anche se io, a vivere cosi’, attiva e lucida ci farei un pensierino !
Una tesi ardita, quasi romanzesca, che si è pure scontrata con lo scetticismo della comunità scientifica internazionale.
La mia percezione è che questo irrisolvibile “triller” abbia a che fare più che con la scoperta della verità della sua morte, con l’orgoglio, mi si conceda, a volte ipertrofico, del popolo francese, che perderebbe così il record mondiale invidiato.

E allora parliamone!
Tutto il mondo è paese!
La Francia è uno dei paesi a noi più vicino, e i grandi protagonisti della sua storia cinematografica, musicale, intellettuale e sportiva proveniente dall’Italia costituisce un indubbio esempio di integrazione culturale di successo, nati come prodotti di un intima e perfetta convivenza dell’identità italiana e francese.
E allora perchè, vista la difficile risoluzione del “busillibus”, non proviamo, anzichè a togliere, ad aggiungere altra suspense.
Ma chi ci dice con certezza che le origini di questa/queste signore fosse solo di derivazione francese?

Il mistero, dicevano gli antichi greci, è di per se’ un segreto, verità religiosa rivelata da Dio, designa un senso di riposto, mai manifesto, è tutto ciò che non si può intendere, penetrare o spiegare chiaramente.
E dunque il mistero, nella sua fattispecie, non è anche fascino?

Fascinazione per l’irrisolto, dunque, e non è forse vero che la morte, mi vien da dire, contrapposta alla vita, sia proprio il segreto più grande?
E dunque, di fronte a questo immenso, ci interessa veramente conoscere l’età reale, certificata, di un decesso?
Mi verrebbe da dire: “panta rei”, tutto scorre: siamo tutti “umani e finiti”: facciamocene una ragione!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Newsnotizie

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