Il Senato degli Stati Uniti ha confermato Jerome Powell presidente della Federal Reserve, la Banca centrale americana, per un secondo mandato. L’assemblea plenaria ha votato, come previsto, in un raro slancio bipartisan a favore di Powell, con 80 voti contro 19, concedendogli la fiducia necessaria per combattere l’inflazione più alta da 40 anni.

Il voto era l’ultimo atteso, dopo la conferma di Lael Brainard come vicepresidente, e di Lisa Cook e Philip Jefferson come governatori; ma la Casa Bianca deve proporre un nuovo candidato alla carica di vicepresidente per la regolamentazione bancaria, dopo l’abbandono di Sarah Bloom Raskin per mancanza di sostegno sufficiente.

“Voglio ringraziare il Senato per aver confermato questa settimana Jerome Powell, Lisa Cook e Philip Jefferson, che si aggiungono alla recente conferma di Lael Brainard – ha sottolineato Biden – La Federal Reserve svolge un ruolo primario nella lotta all’inflazione e questi membri qualificati del board apporteranno le competenze e le conoscenze necessarie in questo momento critico per la nostra economia e per le famiglie di tutto il Paese”.

La galoppata dei prezzi al consumo scattata con la pandemia ha accelerato ulteriormente con la guerra in Ucraina, che ha fatto schizzare i prezzi dell’energia. Sotto la guida di Powell la Fed ha aiutato con tutti gli strumenti a sua disposizione durante l’emergenza Covid e i lockdown, mostrandosi colomba.

Di recente però il cambio di passo: le strozzature alla catene di approvvigionamento, il balzo della domanda e l’invasione da parte della Russia hanno spinto la Fed ad avviare la più aggressiva campagna di rialzi dei tassi dal 1980. In marzo la Banca centrale ha ritoccato il costo del denaro di un quarto di punto, in maggio di mezzo punto percentuale.

E nei prossimi mesi procederà con nuovi rialzi nel tentativo di contenere un’inflazione schizzata in aprile all’8,3%, divenendo sempre di più una minaccia per l’economia senza contare gli effetti politici su Joe Biden. La corsa dei prezzi sta infatti minando la popolarità del presidente americano, ritenuto da più parti – in primis dai repubblicani – il principale responsabile del caro-vita che sta riducendo il potere d’acquisto degli americani.

“La lotta all’inflazione è la mia priorità”, ripete come un mantra Biden, consapevole di avere armi spuntate per fermare la corsa dei prezzi. E consapevole soprattutto che la stretta della Fed potrebbe far scivolare l’economia americana in recessione.

Scelto una prima volta da Donald Trump per guidare la Fed, ex partner del gruppo Carlyle, il 69enne Powell ha lavorato come funzionario al Tesoro sotto l’amministrazione di George H. W. Bush. Con una laurea in legge è uno dei rari non economisti a essere stato scelto per la Fed.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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