Calano sia la propensione al risparmio delle famiglie sia il loro potere d’acquisto. Lo rileva l’Istat che evidenzia anche un aumento del reddito disponibile delle famiglie consumatrici (cresciuto in termini congiunturali dello 0,2%) mentre i consumi sono saliti dello 0,8%. Di conseguenza, spiega l’Istat, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è diminuita di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, scendendo al 7,6%.

A fronte di una bassa crescita dei redditi, che, in termini reali, al netto dei prezzi, si trasforma in calo, le famiglie hanno ridotto la loro propensione al risparmio, mantenendo invece positiva, anzi addirittura in accelerazione, la spesa per consumi. Fin qui il quadro congiunturale, trimestre su trimestre, guardando invece al confronto annuo le diverse voci si mantengono sopra la soglia zero.

Il reddito lordo disponibile sale dell’1,6%. E in rialzo risulta anche il potere d’acquisto (+0,7%) rimanendo tuttavia, fa notare l’Istat, sotto il livello di fine 2011 Nel primo trimestre scende la pressione fiscale.

La pressione fiscale è stata pari nel I trimestre al 38,2%, in riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rileva l’Istat.

Deficit al 3,5% in primi 3 mesi, meglio da 2000 Nel primo trimestre l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil stato pari al 3,5%, risultando inferiore di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2017 (quando era al 3,0%).

Lo rileva l’Istat. Si tratta del valore pi basso dal primo trimestre del 2000, quindi da 18 anni.

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