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ISTANBUL LA MOSCHEA CHE DIVIDE

ISTANBUL AYASOFIA LA MOSCHEA CHE DIVIDE

Un annuncio tra le transenne ai turisti, al pubblico, informa che Santa Sofia non è più agibile, non si chiamera’ neppure più così. Non sarà più un museo, tanto meno sarà la basilica bizantina che fu.

Sarà AYASOFIA: UNA MOSCHEA!

Sconcerto!
Il Consiglio di Stato Turco ha dato il via libera alla sentenza che fa di questo luogo, che per quasi un millennio fu sacro per i cristiani, un santuario musulmano.
A firmare il decreto il Capo dello stato turco, un ERDOGAN risoluto a riaprire l’apertura alla preghiera islamica.
Le prime reazioni del mondo sono attonite.
Rabbia in Grecia.
Sbalordimento in Russia.
Shock in Romania.

Paesi, dove forte è l’attaccamento alla fede ortodossa.
Anche il Vaticano ha espresso preoccupazione: tutti i media cattolici hanno parlato della vicenda, sperando che il Sultano non approvasse l’ultimo passaggio.
Ora ci si attende una risposta ufficiale dalle più alte cariche istituzionali della Santa Sede.
Le reazioni suscitate dalla mossa di Erdogan riaffermano la linea di demarcazione geopolitica che separa gli stati filo-islamisti da quelli ostili all’Islam politico.

L’intellettuale libanese Ridwan al-Sayid definisce la decisione di Erdogan una mossa politica, fatta non nell’interesse dell’islam o dei musulmani, ma per alimentare il consenso popolare, messo a dura prova dalla recessione economica e dalle difficolta’ che sta attraversando la lira turca. Egli afferma che si tratti di una decisione dannosa sia per la Turchia laica, sia per la Turchia musulmana, e per l’Islam.

Dunque: “ALLAH AKHBAR! Allah e’ grande! Allah e’ grande!????

La grande Oriana Fallaci scriveva:
”L’Islam è il Corano, cari miei. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la Libertà, con la Democrazia, è incompatibile con i Diritti Umani. E’ incompatibile col concetto di civilta’”

Solo leggendo il Corano possiamo capire le radici di una ideologia che legittima l’odio, la violenza, e la morte, che ispira il terrorismo islamico, ma anche la dissimulazione praticata dai “musulmani moderati”, proseguendo il comune obiettivo di sottomettere l’intera umanità all’islam, che è fisiologicamente incompatibile con la nostra civiltà laica e liberale, negando la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta.

A me, e me ne scuso, per chi non condividerà il pensiero, mi appare questa trasformazione da museo in moschea una sorta di cancellazione della storia.

Hagia Sophia si è sempre distinta per la sua indescrivibile bellezza, che eccelle sia per le sue dimensioni, sia per l’armonia delle sue misure, una chiesa piena di luce e di sole, qualcuno direbbe che il luogo non e’ illuminato dal sole dall’esterno, ma che i raggi sono prodotti al suo interno, tanto e’ l’abbondanza di luce di questa chiesa.

Icona di Costantinopoli, capitale dell’impero Romano d’Oriente, per 900 anni centro dell’impero Bizantino: sede del patriarca ecumenico di Costantinopoli; il luogo dove si riunivano i concili ecumenici e ci incoronavano gli imperatori.
Nel 1985 , L’UNESCO L’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura dichiaro’ l’edificio patrimonio dell’Umanità.

E’ importante preservare la memoria, il museo non è stato solo una testimonianza di una storia secolare, ma anche un trasmettitore di conoscenza dell’impero Bizantino-Romano e ottomano alla Repubblica turca di Ataturk.
Questo magnifico oggetto, un tempo religioso, è il ricordo, visibile e tangibile degli Imperi e delle religioni del mondo mediterraneo.

Solo il tempo ci potrà dire come andrà a finire, per ora l’unica cosa che sappiamo è che le preghiere dei musulmani risuoneranno di nuovo dentro i muri della magnifica struttura della Chiesa d’Oriente!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Getty Images

scrivi a: editoriali.costantinieditore@gmail.com

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