Le forze armate israeliane hanno attaccato oggi la striscia di Gaza in un’operazione battezzata “Breaking dawn” (“sorgere dell’alba”) affermando di voler colpire obiettivi riconducibili al gruppo Jihad Islami, dopo giorni di tensione scaturiti dall’arresto di un membro del gruppo islamista in Cisgiordania, lunedì scorso. Il ministero della Sanità di Gaza ha fornito un primo bilancio di otto morti, tra cui una bambina di cinque anni e una donna di 23, e almeno 55 feriti.

Nel pomeriggio sono stati colpiti un edificio a Gaza City e altri obiettivi a Khan Yunis, nel sud della Striscia, e Shujaiya, a Nord. Ulteriori attacchi sono stati sferrati in serata. Il governo del Cairo stentando una mediazione per prevenire un’escalation bellica. Al Arabiya conferma che “una delegazione della sicurezza egiziana si prepara a recarsi a Tel Aviv per portare calma nella Striscia di Gaza”.

Il portavoce delle forze armate israeliane ha riferito che sono stati uccisi 15 membri di Jihad Islami, tra cui il comandante nel nord della Striscia Tayasir Jabari. La morte di quest’ultimo è stato confermata dalla stessa Jihad Islami. I funerali si sono svolti oggi stesso e hanno visto la partecipazione di migliaia di persone, tra i quali erano riconoscibili i vertici delle Brigate al-Quds, l’ala militare dell’organizzazione islamista.

In risposta all’attacco israeliano, Jihad islami ha detto in serata di aver sparato da Gaza verso Israele “100 razzi“. Intorno alle 22 locali, le 21 in Italia, le autorità israeliane ne hanno confermati circa 80 razzi contro Israele, 46 dei quali hanno superato il confine: 33 sarebbero stati intercettati dal sistema di difesa aerea Iron Dome, mentre gli altri sarebbero caduti in zone aperte, senza causare vittime. Circa un’ora e mezza più tardi, il profilo twitter delle Israel Defense Forces ha scritto: “In sole 2 ore stasera, 71 razzi sono stati lanciati da Gaza verso Israele. Nove di questi razzi sono caduti all’interno della Striscia di Gaza. I razzi terroristici minacciano civili innocenti, sia israeliani che di Gaza”.  Le sirene antimissile hanno suonato nelle citta’ israeliane di Ashkelon e Sderot, nei kibbutz di Nahal Oz e Alumim e nell’area circostante la striscia di Gaza.

Il quotidiano Haaretz, citando fonti dell’esercito, ha scritto che i lanci di razzi –  sono al momento opera esclusiva della Jihad islami mentre Hamas non sembra partecipare.

Razzi lanciati da Gaza verso Israele, visti da Gaza CityAP Photo/Fatima Shbair Razzi lanciati da Gaza verso Israele, visti da Gaza City

L’attacco rischia di innescare un nuovo conflitto nella Striscia, che è amministrata dal gruppo islamista Hamas ed è abitata da due milioni di palestinesi. Centinaia di persone si sono radunate all’esterno dell’obitorio dell’ospedale Shifa di Gaza City. “Possa Dio vendicarsi delle spie”, urla un uomo riferendosi ai palestinesi che avrebbero fornito informazioni a Israele, riporta Associated Press.  Il leader di Jihad Islami Ziad al-Nakhalah, in visita in questi giorni in Iran, ha esortato “la resistenza palestinese a essere unita per affrontare questa aggressione” aggiungendo che “non ci saranno linee rosse”. Secondo alcune fonti l’organizzazione ha minacciato di lanciare razzi contro Tel Aviv.

A Gaza si è subito creata un’atmosfera di guerra. Molti hanno approfittato delle prime ore di incertezza per correre alle stazioni di benzina, per affollare supermercati e mercati ortofrutticoli. Nella popolazione è anche vivo il timore che un nuovo confronto militare con Israele possa causare ulteriori tagli alla  erogazione della corrente elettrica, che già oggi è ridotta a sei ore consecutive ogni sedici.

Israele ha intanto chiuso le scuole e posto altre limitazioni alle attività civili entro gli 80 chilometri di distanza dal confine.  “Non consentiremo alle organizzazioni terroristiche di fissare l’agenda nella Striscia di Gaza e di minacciare i cittadini di Israele”, ha detto il premier israeliano Yair Lapid.

Dopo una riunione tenutasi al ministero della Difesa, in serata il premier è intervenuto in televisione: “La operazione odierna a Gaza era diretta contro minacce concrete che avevano sconvolto la routine dei nostri civili nel sud”, ha detto, “Israele non vuole una campagna militare estesa a Gaza, ma nemmeno la teme”. Ha anche ribadito che Israele “non accetta” alcun ultimatum da parte della Jihad islamica e aggiunto che in Cisgiordania “chi deve essere arrestato, sarà arrestato”. Ha poi affermato che l’operazione militare israeliana nella striscia di Gaza andrà avanti “il tempo necessario”.

Fonti militari israeliane avevano in precedenza affermato di aver reagito a una “minaccia imminente” da parte di Jihad Islami. Il quotidiano Haaretz riporta he l’esercito israeliano ha annunciato il dispiegamento di unità di élite al confine con l’enclave palestinese. Il governo ha confermato di aver autorizzato il richiamo di 25 mila soldati riservisti. Sono state inoltre schierate batterie aggiuntive del sistema difensivo anti-missilistico Iron Dome.

 “Sono profondamente preoccupato per l’escalation in corso tra i militanti palestinesi e Israele, inclusa l’uccisione oggi di un leader della Jihad islamica palestinese all’interno di Gaza. Ciò avviene nel mezzo delle crescenti tensioni nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza nelle ultime settimane. Sono profondamente rattristato dalle notizie secondo cui una bambina di cinque anni è stata uccisa in questi raid. Non ci può essere giustificazione per eventuali attacchi contro i civili”, ha detto il coordinatore speciale dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland. Piccata la risposta del l’ambasciatore israeliano al Palazzo di Vetro Gilad Erdan: “Mentre la Jihad islamica palestinese lancia missili contro i civili israeliani, l’inviato delle Nazioni Unite esprime “profonda preoccupazione’ per la neutralizzazione di un importante terrorista dietro a un imminente attacco agli israeliani. Esprimerà anche profonda preoccupazione per la neutralizzazione di al-Zawahiri?”.

Fawzi Barhoum, portavoce di Hamas, ha detto che “il nemico israeliano, che ha avviato l’escalation contro Gaza e commesso un nuovo crimine, deve pagarne il prezzo e assumersene piena responsabilità”.

Mahmud Abbas, anche noto come Abu Mazen, presidente dell’Autorità nazionale palestinese (che però non controlla Gaza), ha condannato “l’aggressione israeliana contro il popolo nella Striscia di Gaza, ne ha chiesto “l’immediata fine” e additando “le forze di occupazione” israeliane come “responsabili di questa pericolosa escalation”.

“La comunità internazionale costringa Israele a fermare l’aggressione”, ha aggiunto.

Un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa ha dichiarato che la Casa Bianca sta “monitorando gli sviluppi” e esortato “tutte le parti alla calma”. Ha poi aggiunto che Washington “ritene fermamente che Israele abbia il diritto di proteggersi”. L’invito è stato successivamente ribadito dal portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby.

Israele e Hamas hanno combattuto quattro guerre nei 15 anni trascorsi da quando il gruppo islamista ha preso il potere nella Striscia. L’ultima è stata nel maggio 2021, ma anche all’inizio di quest’anno la tensione si erano innalzata a seguito di alcuni attentati in territorio israeliano e delle quasi quotidiane operazioni militari in Cisgiordania.

Jihad Islami è un’organizzazione più piccola di Hamas ma ne condivide in gran parte l’ideologia. Entrambe le formazioni sono contrarie all’esistenza di Israele e si sono rese responsabili di lanci di razzi verso lo Stato ebraico. Non è chiaro quanto Hamas controlli l’operato di Jihad Islami. Venerdì scorso il ministro della Difesa Benny Gantz ha visitato le comunità vicino al confine dove avevano avuto luogo delle proteste per chidere la restituzione dei corpi di due soldati israeliani da parte di Hamas. Gantz aveva affermato che fossero in preparazione “iniziative che rimuoveranno la minaccia a questa regione”.

A cura di Televideo – Foto Getty Image

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