Si sono verificati nuovi duri scontri in Irlanda del nord. Una giornalista di 29 anni è deceduta la scorsa notte in seguito agli scontri scoppiati a Londonderry durante le perquisizioni della polizia in alcune case della zona.
La reporter – che si trovava sul posto per seguire i disordini – sarebbe stata raggiunta da colpi d’arma da fuoco che, riferisce l’Ansa, secondo un testimone oculare sarebbero stati esplosi da una persona dal volto coperto verso i mezzi degli agenti. La polizia non ha identificato ufficialmente la vittima, che vari giornalisti sul posto hanno detto essere Lyra McKee, reporter che poco prima di essere uccisa aveva pubblicato un’immagine dei disordini nella città, scrivendo “Derry questa notte. Follia totale”.
Le autorità lo hanno definito un attentato terroristico. “Tristemente posso confermare che in seguito ai colpi sparati questa notte a Creggan, una donna di 29 anni è stata uccisa.
Stiamo trattando l’episodio come un incidente terroristico e abbiamo avviato un’indagine per terrorismo”, è stato spiegato dall’assistant Chief Constable Mark Hamilton in una nota diffusa via Twitter.

Un’altra giornalista locale del Belfast Telegraph che seguiva gli eventi, Leona O’Neill, ha riferito su Twitter che Lyra McKee si trovava con lei quando è caduta a terra vicino a un Land Rover della polizia. Ha chiamato un’ambulanza ma le forze dell’ordine hanno provveduto con il loro mezzo a trasportarla velocemente in ospedale, dove successivamente è morta. La rivolta a Londonderry, con lancio di molotov e petardi contro la polizia, si è scatenata in risposta a una operazione di sicurezza con perquisizioni nelle case del quartiere di Creggan, a Derry. A gennaio a Londonderry era stata fatta esplodere un’automobile, evento che aveva fatto temere una nuova ondata di violenza proveniente da alcuni gruppi paramilitari.

Londonderry, alla frontiera irlandese e anche chiamata Derry, è tristemente nota per il Bloody Sunday del 30 gennaio 1972, quando l’esercito britannico aprì il fuoco su una manifestazione pacifica uccidendo 14 persone, al picco dei Troubles che in trent’anni causarono la morte di 3.500 persone.

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