Un primo allarme arriva dal Codacons, che stima addirittura un aumento di 1,4 miliardi di euro per le festività natalizie rispetto al 2019, ovvero al periodo pre-pandemia. Quest’ultima ha avuto grande influenza in moltissimi settori, comportando notevoli aumenti dei prezzi che si riflettono inevitabilmente sugli italiani, ma in tutti i paesi europei con molti prodotti che non arriveranno sugli scaffali della larga distribuzione per il grande problema dei trasporti.

Il rincaro riguarda tanti prodotti, soprattutto quelli di largo consumo. In ambito alimentare, la spesa si farà più costosa proprio con l’avvicinarsi del Natale. Le materie prime come farina, olio e burro hanno visto il loro costo impennarsi, quindi assisteremo ad un aumento delle tariffe di tutti quei prodotti lavorati come il pane e la pasta (+10%), ma anche dei dolci tradizionali delle festività come pandoro e panettone (+20%).

Gli effetti del rincaro delle materie prime non si sentiranno solamente sul pranzo di Natale. È infatti previsto un generale incremento dei prezzi anche nell’ambito della ristorazione, dei viaggi e delle decorazioni per la casa, che renderanno le nostre feste decisamente più costose con gli stipendi che non prendono un rafforzamento, ma rimangono praticamente identici a quelli della pandemia.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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