Romelu Lukaku

In questo periodo l’elenco degli infortuni sui campi di calcio è aggiornato con una frequenza superiore a quella delle stagioni normali. Il motivo è semplice: quest’autunno è anomalo per eccellenza, al quale va aggiunto un Mondiale alle porte. Una scadenza impressa a fuoco nella mente dei calciatori, che condiziona chi gioca sempre, e chi vorrebbe la convocazione. Tra l’altro si rileva un calendario schiacciato all’inverosimile per fare posto al torneo nel deserto del Qatar.

I preparatori atletici hanno potuto individuare qualche parallelo eccezionale solo con l’annata 2020/2021, quella successiva al lockdown che ha quasi cancellato la pausa estiva. Da quando è iniziato il campionato a metà agosto, a oggi, sono quasi cento gli infortuni muscolari nella sola serie A. Gli esperti temono che a gennaio, tra gelo e stanchezza mentale dei superstiti, i traumi aumenteranno. Le ultime squadre in ordine di tempo che hanno visto allungare l’elenco degli indisponibili sono la Lazio e il Milan, significando che quest’ultimo ha subito più ko muscolari di tutti.

Aggiungiamo che in questo particolare momento i possibili convocati per il Mondiale tendono a gestirsi con la massima prudenza per non comprometterne la partecipazione. Un esempio di recupero molto cauto ha riguardato Romelu Lukaku assente dalla fine di agosto. Il caso più indicativo è stato quello di Paul Pogba che ha preferito evitare l’operazione al ginocchio, dovendo poi farla comunque perché la terapia conservativa non aveva prodotto gli esiti sperati. Sono tante le stelle che ancora non sanno se potranno partire per Qatar, come ad esempio Paulo Dybala.

La paura di farsi male paradossalmente aumenta il rischio di infortunarsi. Chi è in attesa della convocazione più ambita può essere tentato dall’idea di frenare in allenamento, evitando uno scatto o un contrasto duro. Questa prudenza può presentare il conto in partita quando l’adrenalina impedisce ogni ragionamento al ribasso e il risparmio in fase di preparazione diventa un boomerang. Una spirale alimentata da un calendario molto fitto.

Un tour de force impegnativo tra campionato, coppe europee e convocazioni delle nazionali. Secondo gli specialisti il peggio dovrà ancora venire. Infatti, il rischio infortuni potrebbe aumentare alla ripresa del campionato, soprattutto per quei giocatori che rientreranno dal Mondiale. Ridotto ai minimi termini lo stacco per quegli atleti che saranno anche scarichi mentalmente, all’inizio del nuovo anno si vedranno costretti a fare i conti con un calendario di nuovo intasato.

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Lapresse

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