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IN SICILIA VIVE UN GRANDE POPOLO

Scrivo questo editoriale con grande senso nazionalista. Il covid ha ridimensionato le nostre usanze e incredibilmente è riuscito a nascondere al Mondo le nostre bellezze antichissime. Con la sua forza “nascosta”questo virus che penetra nei polmoni  come se fosse cenere, avrebbe messo in croce anche tanti centurioni romani, come lo stesso stato sovrano del Regno di Sicilia nel 1.130. La scienza umana dopo 891 anni è riuscita con la ricerca, gli studi, in diverse epoche a dare speranze, a sconfiggere il male.

Oggi ci troviamo, tutti, in ogni regione, a dover combattere con un’unica arma, il vaccino. Per il genere umano appare come una frontiera inesplorata, mai da quando l’uomo è sulla terra ha dovuto contare nel mondo tanti morti, nè nelle guerre puniche, nè in quelle mondiali. Ormai i tanti decessi sembrano una normalità come se facessero parte di noi.

Penso allora ai nonni siciliani, nelle loro case, nei loro borghi, alcuni quasi disabitati perchè i nipoti, molti di loro hanno migrato. Penso al mondo agricolo quello serio, che con le mani callose ha costruito l’immagine di questo popolo così laborioso. Penso alle associazioni, alla Caritas che durante la resurrezione di Gesù è saldamente al fianco dei poveri, di quelle famiglie che in dodici mesi hanno perso il proprio reddito, utile per far crescere i loro figli. Penso a tutti gli imprenditori di qualsiasi categoria strangolati da durissimi lockdown.

Ma è straordinariamente bello intraprendere, conoscere, che nei giorni di Pasqua, in questo sabato santo, sotto gli ulivi di ben 300 parrocchie sono iniziate le vaccinazioni contro il coronavirus. Circa 6.000 cittadini della fascia di 69 ai 79 anni, sono stati chiamati da questa straordinaria iniziativa, un protocollo d’intessa tra il presidente Nello Musumeci e la Conferenza episcopale di tutta la Sicilia. Essere vaccinati nei locali delle parrocchie e nella cattedrale di Palermo è un segno di altissima cristianità.

Sono Romagnolo e siccome anche noi abbiamo buon sangue che non mente, ricordo ancora oggi che il mio migliore amico, durante la naia era Pietro di Acireale che meritava il “bonus” della bontà e della sincerità. E, in funzione di quello che ho vissuto direttamente, di quello che oggi la Sicilia intera sta facendo per arrivare alla immunizzazione, non è vero che i migliori abitano solo a Milano, a Torino, a Verona, a Bologna, a Firenze, a Roma. Con questo esempio i siciliani hanno dimostrato di essere un grande popolo unito, dove su questa terra il bene supera sempre il male. Presto la Sicilia tornerà a respirare un’aria nuova e sana. Tornerà alla sua vita normale, come tutta l’Italia!

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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