ROBERTO SALIS PADRE DI ILARIA
ILARIA SALIS

Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, difende il suo Paese contro la violenza mediatica verbale sul caso di “Ilaria Salis”, l’attivista antifascista italiana, andata in vacanza, per così dire, in Ungheria, portando un “Manganello retrattile” (oggetto che tutti i turisti si portano in tasca per difendersi dagli attacchi nazisti) e scegliendo un periodo in cui vengono festeggiati eventi che ben contrastano con le sue ben manifeste idee sinistroidi! 

E’ sotto processo per aver aggredito alcuni giovani di destra e incarcerata a Budapest!

Il Ministro non a caso ha dichiarato: “È sorprendente che stanno cercando di interferire con un caso di tribunale ungherese dall’Italia. Questa signora presentata come una martire in Italia, è venuta in Ungheria con un chiaro piano di attaccare persone innocenti nelle strade come parte di un’organizzazione estremista di sinistra. Non sono crimini commessi per capriccio ma di atti ben pensati e pianificati. Hanno quasi ucciso delle persone in Ungheria, e ora lei viene raffigurata come una martire. Spero sinceramente che questa signora riceva la meritata punizione in Ungheria. Nessuno, nessun gruppo di estrema sinistra, dovrebbe considerare l’Ungheria come un ring di pugilato dove poter venire e progettare di uccidere qualcuno.

Anche se è vero che la Salis, in quanto attualmente è ancora solo “imputata” e pertanto “innocente” fino a prova contraria è bene ricordare che ogni Nazione ha le sue regole, la sua Giustizia e la sua “Magistratura”, i sui tempi, e visto che in Italia abbiamo processi che durano da oltre vent’anni, innocenti messi in galera per 15/20 anni ecc. ecc. stiamo creando un problema “diplomatico” solo perché l’Ungheria è uno Stato Democratico di destra e la Salis, persona verso la quale non sono stati rispettati i diritti umani per la sua detenzione è invece una attivista di sinistra. Si è vero, tutti siamo rimasti sconvolti nel vederla incatenata e io, personalmente ho visto sovrapporsi le immagini di come è stato massacrato il nostro Giulio Regeni, o le foto di Stefano Cucchi!

Eppure la “Sinistra” della Elly Schlein, che non manca mai alle feste e canta volentieri “bella ciao – bello ciao” e compagni di ventura, vedi Nicola Frantoianni, ha pensato bene di affermare: “Se il governo Orban è allergico alle regole del vivere civile dell’Europa può sempre uscire dall’Unione in cui indegnamente siede. Mi auguro che il ministro Tajani faccia sapere agli amici ungheresi di Meloni e Salvini, che chiedere il rispetto dei diritti civili e umani fondamentali della nostra civiltà giuridica non significa affatto interferenza.”

Chiamato in causa il Vicepremier, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, nell’incontro di oggi con il Ministro ungherese, Péter Szijjartó, ha confermato: “Il Governo continua a seguire il caso di Ilaria Salis e ha espresso soddisfazione per l’anticipo della prossima udienza al 28 marzo (inizialmente prevista per maggio) e allo stesso tempo ha consegnato al Ministro ungherese un nuovo, dettagliato promemoria sulle condizioni detentive della connazionale, evidenziando la necessità di un giusto processo e dell’assicurare la dignità e i diritti fondamentali della Signora Salis, sul cui caso è costante l’impegno dell’Ambasciata d’Italia a Budapest. Tajani e il Governo italiano da tempo hanno preso l’iniziativa di affrontare il tema delle condizioni di detenzione della Signora Salis, come viene fatto in molti casi per cittadini italiani detenuti all’estero. Senza nessuna volontà di interferenza, ma con la chiara intenzione di far pressione per verificare che le condizioni di detenzione rispettino le normative europee che richiamano alla tutela dei diritti umani. Ed è quanto il Governo italiano continuerà a fare in questo come in altri casi simili.

E poi i Sinistroidi e i Radical Chic continuano ad infangare il Governo Meloni per la sua indifferenza e assenza a tale fatto “umano”, ma per il solo motivo che la Salis è una di loro!

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto ImagoEconomica 

(fonte: il Giornale)

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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