La Commissione sanitaria nazionale cinese ha riferito che sono morte 47 persone per Covid nelle ultime 24 ore a Shanghai, portando il numero totale di decessi dall’inizio dell’epidemia in Cina a 5.022. La metropoli orientale, che da un mese è in stretto lockdown, in alcune zone da più di un mese e mezzo, conta un totale di 384 morti dalla fine di febbraio.

La Cina, che applica una severa politica di “tolleranza zero” nei confronti del Covid, sta attraversando un’ondata di focolai attribuiti alla variante Omicron che conta un numero record di infezioni che non si vedevano dall’inizio della pandemia, nella prima metà del 2020.

La Commissione ha segnalato 1.424 nuovi casi positivi rilevati ieri, 1.410 dei quali dovuti a contagio locale e il resto arrivato dall’estero. Le aree con il maggior numero di casi di trasmissione comunitaria sono state Shanghai con 1.249 casi e Pechino 48 e dove il lockdown sembra essere sempre più vicino.

Di fronte a questa situazione le autorità di Pechino hanno comunicato l’entrata in vigore di nuove restrizioni, incluso l’obbligo di test per accedere a numerosi spazi pubblici, per contenere i crescenti contagi da Covid-19 nella capitale cinese. L’annuncio arriva il primo giorno del weekend lungo della Festa del Lavoro, occasione che i cinesi spesso colgono per viaggiare. Quest’anno il peggior focolaio di casi dall’inizio del 2020 sta costringendo però molti a rimanere a casa.

Di fronte alla contagiosa variante Omicron, le autorità cinesi stanno effettuando massicci screening e confinamenti non appena compaiono i primi casi. Misure rigorose che hanno portato a un rallentamento dell’economia del paese e a una crescente frustrazione tra la popolazione.

A cura di Silvia Camerini – Foto Imagoeconomica

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