Il 16 luglio del 1965, dopo otto anni di lavori, venne inaugurato con una cerimonia ufficiale, alla presenza del presidente italiano Giuseppe Saragat e del presidente francese Charles De Gaulle, il Traforo del Monte Bianco, un tunnel autostradale che mette in comunicazione Courmayeur, in Valle d’Aosta, e Chamonix, comune francese nel dipartimento dell’Alta Savoia. Lungo 11 chilometri e 600 metri, ha richiesto, per la sua realizzazione, di 1.500 tonnellate di esplosivo, 200mila metri cubi di calcestruzzo e 235mila bulloni.

I lavori iniziarono nel 1959, circa sei anni dopo che i governi di Italia e Francia firmarono la convenzione in cui si impegnavano a realizzarlo.
Ciascuna delle due imprese esecutrici, l’italiana Società Condotte d’Acqua e la francese André Borie, aveva il compito di realizzare 5800 metri di galleria. I francesi incontrarono rocce di migliore qualità ed ebbero meno imprevisti durante le operazioni di scavo. Invece dalla parte italiana, perforati i primi 368 metri importanti getti d’acqua a forte pressione uscirono dal fronte dello scavo e costrinsero a sospendere ogni attività dal 20 febbraio al 21 marzo.
Nonostante i problemi iniziali e anche grazie ai mesi di anticipo con cui iniziarono i lavori, gli italiani furono i primi a completare la loro metà di tunnel: arrivarono il 3 agosto 1962, i francesi undici giorni dopo.

Dall’incontro tra i due gruppi di minatori all’inaugurazione del tunnel passarono tre anni, necessari per il completamento delle opere interne, la realizzazione della carreggiata, e per dotare la galleria di tutti gli impianti tecnologici necessari.

I lavori per la realizzazione del traforo del Monte Bianco causarono la morte di 17 operai, tre dei quali uccisi da una valanga che il 5 marzo 1962 travolse le case in cui abitavano durante i lavori. La più grande tragedia del Monte Bianco è però stata quella del 24 marzo 1999: quel giorno un TIR belga entrò nel traforo con un principio d’incendio al motore, causando un più grande incendio che causò la morte di 39 persone, decine di camion e auto vennero sciolti, i vigili del fuoco di entrambi i Paesi impiegarono due giorni prima di spegnere le fiamme.

Due anni più tardi, nel cuore del traforo incenerito, si respirava ancora a fatica.
Il tunnel autostradale del Monte Bianco fu riaperto nel 2002, dopo lavori costati 380 milioni di euro: fu messo in sicurezza con radar che misurano la velocità dei veicoli (limite di 70 chilometri orari), telecamere, rifugi termici e sensori che misurano la distanza tra i veicoli.

articolo a cura di Franco Buttaro Foto Imagoeconomica

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