La questione debiti e bilanci in rosso, tiene sempre banco nel campionato di calcio italiano. Le società non navigano in buone acque da qualche tempo e la situazione si sta facendo sempre più preoccupante. La regola dice che chi fallisce riparte dalla serie D.

Oggi è toccato al Catania che dopo le vicissitudini economiche della scorsa stagione, per ritornare in campo, ha ricevuto il sostegno di altre tifoserie italiane. Di recente abbiamo gli esempi di Palermo e Bari, senza dimenticare il Cesena nella stagione 2018/2019, ritornato tra i professionisti l’anno successivo.

La serie D è diventata il “purgatorio” di chi nel calcio che conta è travolto dai costi. Il quarto livello del nostro calcio, il primo dei dilettanti, anche se sarebbe più corretto parlare di semi-professionisti. In serie D circolano buoni stipendi e rimborsi spese, è vero che non si diventa ricchi, ma si vive decorosamente. I gironi sono nove, le squadre centosessantasei.

Nel mese di settembre sono partiti tutti i gruppi, tra i quali anche il Catania, la più nobile delle decadute. Infatti, oramai da anni, la serie D è il “refugium peccatorum”, il punto di ripartenza di chi non ce la fa a reggere il gioco del grande calcio, e fallisce per debiti, fallimenti e/o inadempienze contrattuali. In quest’ultimo campionato è toccato al Catania, società con alle spalle diciassette stagioni in serie A. Sicuramente non è possibile dimenticare che a Catania è transitato un allenatore come Diego Simeone, protagonista della salvezza nel 2011 e oggi tecnico dell’Atletico Madrid.

Il club rossoazzurro è stato acquistato da un imprenditore italo – australiano, titolare di una grossa società di costruzioni e già proprietario dell’Adelaide United, altra formazione di calcio che fa parte della massima serie australiana. Insomma, si sono create le basi perché il Catania riesca a risalire quanto prima in una categoria più consona al suo blasone. È una penitenza che, come già accennato, hanno dovuto affrontare tante altre piazze storiche. Infatti, il Bari e il Palermo sono tornate in serie B proprio nel 2022 dopo essere passate per la Serie D. Lo stesso Novara, rifondato e confinato in Serie D, è ritornato in C.

Al Livorno, altra squadra che in epoche migliori conobbe più volte la Serie A, è andata molto peggio, perché è dovuta ripartire dall’Eccellenza, mentre oggi si trova in serie D. Altro esempio illustre il Città di Varese (già Varese Calcio), in cui giocarono Trapattoni, Bettega e Anastasi, e che oggi ritenta il salto di categoria. La serie D è diventata un ammonimento: quando si fallisce, da lì si riparte e non c’è altra storia che tenga.

IL vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Valerio Casadei

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