Fu uno sposalizio quasi in silenzio, compiuta soltanto per sancire una unione che portava avanti in segreto da 13 anni. Fu quello che unì alla fine in matrimonio Adolf Hitler, il Führer del Terzo Reich, e la sua compagna Eva Braun. Il matrimonio più breve del mondo, durato un solo giorno, dal momento che il 30 aprile 1945, 77 anni fa, i due innamorati si suicidarono nel bunker in cui erano asserragliati.

La capitolazione della Germania nazista era a un passo, con le armate angloamericane in marcia verso Berlino da ovest e da sud e l’Armata Rossa sovietica che aveva raggiunto la capitale tedesca da est. Erano le ultime fasi della Seconda guerra mondiale, una tragedia umanitaria con crimini disarmanti che si trascinava da sei anni.

Alla fine delle ostilità, i soldati russi entrarono a Berlino in quello stesso 30 aprile e dopo qualche ora dal suicidio di Hitler issarono la bandiera rossa, lo Stendardo della Vittoria, sul tetto del Palazzo del Reichstag, immortalando quel momento cruciale con un gesto destinato a fare storia, cristallizzato in una fotografia altrettanto storica, poi scattata due giorni dopo in una scena riprodotta ad hoc.

Tutto fu deciso in pochi minuti, davanti all’inesorabilità di una sconfitta che non si sarebbe potuta evitare. Hitler fece prendere una fiala di cianuro alla sua Eva, che morì avvelenata, dopo aver dato la somministrazione letale anche all’amato pastore tedesco Blondi. Eva Braun aveva 33 anni. Poi toccò al Führer, che si sparò un colpo alla tempia con la sua semiautomatica.

In quegli ultimi, deprimenti momenti di assoluto abbandono, tra l’altro, Adolf Hitler aveva appena fatto testamento (il giorno precedente), dettando le sue ultime volontà alla fedele segretaria Traudl Junge: proprio qui aveva stabilito di uccidersi insieme a Eva Braun, incapace di accettare la disfatta del Reich. Dispose, tra le altre cose, che i cadaveri della coppia venissero cremati. E così fu: dopo il suicidio, avvenuto intorno alle 15.30, i cadaveri di Hitler ed Eva Braun vennero bruciati all’esterno del bunker in cui erano rimasti nascosti nelle ultime settimane. I resti furono trovati il 4 maggio e seppelliti a Magdeburgo, in Sassonia.

Ma il KGB, nel 1970, si incaricò di riesumarli, cremarli completamente e disperderne le ceneri nel fiume Elba. Finì del tutto una massacrante guerra e con la morte di Hitler, milioni di donne e uomini tornarono a sognare per i propri diritti di libertà.

Il Direttore editoriale Caro Costantini – Foto Repertorio

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