Per la “par condicio”, visto che ieri ho parlato del “progetto Draghi” mirato ad un radicale cambiamento comportamentale nell’ambito della UE, ho ritenuto doveroso spendere due parole su quanto proposto oggi da Enrico letta, del PD; in merito a quanto da lui predisposto sempre sui contenuti evolutivi dell’Unione Europea.

Leggiamo insieme la sua prima dichiarazione in merito allo studio effettuato sul “Rapporto sul Mercato Unico”, un programma in 150 pagine che ritiene parte integrante nel dibattito previsto per le prossime elezioni del nuovo Consiglio Europeo: “Il Mercato Unico è sempre stato e deve continuare ad essere fulcro e motore dell’integrazione dell’Ue, ma nulla sarà possibile, compreso e accettato dalle nostre opinioni pubbliche senza la partecipazione attiva e un reale coinvolgimento dei cittadini europei. Il momento di agire è adesso”. 

Enrico Letta presenterà ufficialmente il suo “report” al Consiglio Europeo di giugno p.v.

Due sono i punti chiave del suo lavoro:la difesa e le telecomunicazioni, ritenuti attualmente punti deboli nell’ambito della UE.

Vediamo il primo, la difesa, e la relativa spiegazione: “Mai prima d’ora c’è stata una tale urgenza di sviluppare le nostre capacità industriali per essere autonomi in ambito strategico. Poiché l’applicazione del quadro del mercato unico non è oggi fattibile a causa della natura intrinseca di questo settore, avanzare verso lo sviluppo di un mercato comune per l’industria della sicurezza e della difesa è fondamentale per conferire all’Ue i mezzi necessari per affrontare le sfide attuali e future per la sicurezza, c’è un “potenziale non sfruttato dell’Ue. La logica è semplice: la sicurezza deve essere affrontata in una dimensione globale e la nostra capacità industriale nei settori della sicurezza e della difesa deve subire una trasformazione radicale. Tra le priorità emerge quella di sostenere l’occupazione e le industrie in Europa, piuttosto che finanziare lo sviluppo industriale dei nostri partner o rivali. Considerando il 2022 e il 2024 “pur sostenendo la resistenza ucraina, gli europei hanno speso somme ingenti, ma circa l’80% di questi fondi sono stati spesi in materiali non europei. Al contrario, gli Stati Uniti hanno acquistato circa l’80% dell’equipaggiamento militare utilizzato per sostenere la guerra in Ucraina direttamente da fornitori americani, una netta differenza che evidenzia la debolezza del nostro approccio. Se non siamo in grado di crescere, continueremo con questa vergogna dell’80% o più precisamente del 78% delle forniture militari non europee che abbiamo acquistato come europei.”

Il secondo, le telecomunicazioni: “Nella UE riscontriamo la mancanza di innovazione, ricerca e sviluppo che in Cina e negli Usa è molto maggiore. Il mercato unico che Delors aveva creato era chiamato ‘mercato delle quattro libertà ovvero movimento di beni, servizi, capitali e persone. Io ne proporrò una quinta la libertà della conoscenza, della ricerca e dell’innovazione per trascinare l’Ue dentro il ventunesimo secolo. Rispetto agli Stati Uniti ma anche alla Cina, “il distacco è tale che siamo di fronte all’ultima opportunità per agire, l’ultima finestra si apre e occorre sfruttarla”.  

Nel rapporto Letta si evidenzia inoltre, punto focale e innovativo, anche la proposta di integrare i mercati finanziari proiettata al finanziamento delle transizioni multiple europee, quali verde, digitale, difesa/sicurezza e prefigurare nuovi impegni di prestito comune. 

Letta estende il suo progetto anche ad una “Road map” finalizzata ad una nuova visione dei mercati finanziari. Tra i vari argomenti propone per il 2025 chiede di immettere sul mercato un prodotto di risparmio a lungo termine per stimolare gli investimenti al dettaglio, mentre per il 2026 si evidenzia la possibilità di un nuovo schema che coinvolge il Fondo Europeo a lungo termine finalizzato ad incanalare  i risparmi dei comuni cittadini nel finanziamento dell’economia reale.

Un progetto serio, equilibrato che ha già trovato il consenso di molti!

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto ImagoEconomica 

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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