Non a caso l’amico del cuore Giampiero Ceccarelli, mercoledì sera dopo la partita del Cesena contro la Torres, nel nostro solito confronto educato fatto sulle reminiscenze calcistiche di entrambi, mi ha espresso parole negative sul gioco della squadra allenata da Toscano e sulla tenuta atletica.

Il punto fermo di oggi è che dopo la botta subita dalla Fermana, i bianconeri hanno dimostrato per tutti i novanta minuti di non essere in grado di proporre una sola trama incandescente per mettere in ansia i marchigiani.

Con questa giusta sconfitta si apre la prima crisi della gestione del nuovo allenatore e anche l’interrogativo dell’illusione della società nel decretare che i calciatori arrivati a vestire la maglia del cavalluccio, avrebbero dalla prima giornata di campionato fatto capire di che pasta sono fatti.

Nulla di tutto questo, più che di pasta al dente, il cavalluccio ha la sembianza di astici congelati bolliti al vapore.

Con questo cammino di un punto a partita il futuro è già chiaro anche ai ciechi. Questo Cesena così com’è, dovrà cercare prima della fine stagione non certamente punti per la promozione, ma per una sudata salvezza.

il 24 settembre e il 1 ottobre i romagnoli hanno la doppia opportunità di incontrare davanti ai loro tifosi il Pontedera e la Recanatese. Non vogliamo sentire parlare che sono squadre di secondo livello, perché senza la considerazione dovuta, il Cesena rischia seriamente di trovarsi sotto un alluvione tragico altro che serie B diretta.

Piuttosto se c’è davvero quella classe superiore nel gruppo, non ci sono più scuse occorre vincere con coordinazione e convinzione, altrimenti si cambi subito l’allenatore senza attendere il peggio, in questo caso non ci vuole una scheda elettorale, solo le “palle” che questa sera sono sgonfie più del previsto.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Luigi Rega

 

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