La condanna del massacro di Bucha: “Crudeltà sempre più orrende”

Oggi – ha detto Bergogliosi parla spesso di ‘geopolitica’, ma purtroppo la logica dominante è quella delle strategie degli Stati più potenti per affermare i propri interessi estendendo l’area di influenza economica

“Nell’attuale guerra in Ucraina, assistiamo all’impotenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite”. Lo ha denunciato il Papa nel corso dell’udienza generale, nell’Aula Paolo VI, incentrata sul recente viaggio apostolico a Malta.

“Oggi – ha detto Bergoglio- si parla spesso di “geopolitica”, ma purtroppo la logica dominante è quella delle strategie degli Stati più potenti per affermare i propri interessi estendendo l’area di influenza economica, ideologica e militare. Lo stiamo vedendo con la guerra. Malta rappresenta, in questo quadro, il diritto e la forza dei ‘piccoli’, delle Nazioni piccole ma ricche di storia e di civiltà, che dovrebbero portare avanti un’altra logica: quella del rispetto e della libertà, della convivialità delle differenze, opposta alla colonizzazione dei più potenti”.

“Lo stiamo vedendo anche oggi, non solo da una parte, – ha aggiunto a braccio Il Papa – anche dalle altre. Dopo la seconda guerra mondiale si è tentato di porre le basi di una nuova storia di pace, ma purtroppo è andata avanti la vecchia storia di grandi potenze concorrenti. E, nell’attuale guerra in Ucraina, assistiamo all’impotenza delle Organizzazioni delle Nazioni Unite”.

“Le recenti notizie sulla guerra in Ucraina anziché portare sollievo e speranza attestano invece nuove atrocità come il massacro a Bucha”, ha detto oggi il papa mostrando la bandiera della città martoriata: “Crudeltà sempre più orrende, compiute anche contro civili, donne e bambini inermi. Sono vittime il cui sangue innocente grida fino al cielo e implora che si metta fine a questa guerra, si facciano tacere le armi, si smetta di seminare morte e distruzione. Preghiamo insieme su questo”, ha detto Jorge Mario Bergoglio.

“Ieri proprio da Bucha – ha proseguito – mi hanno portato questa bandiera: questa bandiera viene dalla guerra, proprio dalla città martoriata di Bucha e anche ci sono qui alcuni bambini ucraini che ci accompagnano: salutiamoli e preghiamo insieme con loro”, ha proseguito il papa, che si è alzato in piedi mostrando dapprima la bandiera con i colori giallo e blu dell’Ucraina, e poi ha invitato i bambini ucraini a raggiungerlo sul palco: “Questi bambini – ha spiegato Francesco ai fedeli presenti in aula Paolo VI – sono dovuti fuggire e arrivare a una terra strana: questa è uno dei frutti della guerra: non dimentichiamoli e non dimentichiamo il popolo ucraino. E’ duro – ha proseguito Bergoglio – essere sradicato dalla propria terra per una guerra”.

Malta è un luogo – chiave per quanto riguarda il fenomeno delle migrazioni” ha proseguito poi il Pontefice. Il Santo Padre ha raccontato del Centro di accoglienza Giovanni XXIII dove ha incontrato “numerosi migranti, che sono approdati sull’Isola dopo viaggi terribili”. “Non bisogna stancarsi di ascoltare le loro testimonianze, perché solo così si esce dalla visione distorta che spesso circola nei mass-media e si possono riconoscere i volti, le storie, le ferite, i sogni e le speranze di questi migranti”, ha sottolineato.

“Ogni migrante è unico, non è un numero, è una persona come ognuno di noi, una persona con la sua dignità, le sue radici, la sua cultura. Ognuno di essi è portatore di una ricchezza infinitamente più grande dei problemi che pure può comportare la sua accoglienza”. “E non dimentichiamo – ha aggiunto – che l’Europa è stata fatta con le migrazioni. Certo, l’accoglienza va organizzata, va governata, e prima, molto prima, va progettata insieme, a livello internazionale”.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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