Papa Francesco ha visitato oggi il campo di concentramento di Auschwitz.

Con le mani giunte, si è seduto su una panchina e con gli occhi chiusi e il capo chino, ha pregato da solo in silenzio per diversi minuti. Poi, il Pontefice è giunto davanti al Blocco 11 di Auschwitz, il famoso “Blocco della morte”, dove si trova anche la cella in cui fu ucciso san Massimiliano Kolbe, il francescano polacco che offrì la sua vita ai nazisti in cambio di quella di un padre di famiglia, e lì ha baciato una delle colonne all’ingresso.

Sono momenti carichi di angoscia e profonda tristezza quelli che si vivono camminando in un luogo dove così tante vite vennero spezzate dalla follia umana. Il Papa ha poi incontrato, all’interno del campo di concentramento, un gruppo di sopravvissuti alla Shoah. Per ciascuno c’è stato un momento personale con il pontefice, con qualche scambio di parole, strette di mano, abbracci.

Uno dei sopravvissuti ha donato a Papa Francesco una candela, la stessa con la quale Bergoglio ha acceso una lampada davanti al cosiddetto “muro della fucilazione”.

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