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IL PAESE A UN BIVIO CRUCIALE

Gli strumenti Ue per contrastare l’impatto economico dell’emergenza Covid, Sure, Mes e Next Generation Ue, offrono “una opportunità unica per programmare un futuro in cui la dinamica del Pil sia più elevata”.

Il Centro studi di Confindustria, aggiornando le sue previsioni economiche, sottolinea così che “per l’Italia l’utilizzo degli strumenti europei costituisce un bivio cruciale: se si riusciranno a utilizzare in modo appropriato le risorse e a potenziarne l’effetto, portando avanti riforme troppo a lungo rimaste ferme, allora si sarà imboccata la strada giusta per risalire la china. Altrimenti – avvertono gli economisti di via dell’Astronomia – l’Italia rimarrà un Paese in declino, che non sarà in grado di ripagare il suo enorme debito pubblico”.

“La fine del lockdown ha determinatola risalita della domanda, che in vari settori si era azzerata, rilanciando l’attività nell’industria. Ciò ha portato a un rimbalzo del Pil nel terzo trimestre 2020, nonostante il recupero lento nei servizi, gravati dal crollo dei flussi turistici”. Ma oggi, secondo l’analisi del Centro studi di Confindustria, “l’aumento recente dei nuovi contagi è fonte di incertezza e spiega la debolezza attesa per l’economia nel quarto trimestre. Il recupero del Pil – indicano gli economisti di via. dell’Astronomia – dovrebbe riprendere in modo graduale da inizio 2021, a condizione che la diffusione del Covid sia contenuta in modo efficace”.

Gualtieri: rapporto condivisibile “Il rapporto è condivisibile e nella parte analitica abbastanza vicino a quello del governo”. Lo dice il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, intervenendo al rapporto del centro studi di Confindustria. “Il terzo semestre sarà molto buono. Il rimbalzo c’è” e questo potrebbe portare a rivedere “al rialzo” le stime del Pil, attualmente al -9%. Confindustria stima Pil 2020 -10% poi parziale recupero L’Italia affronta una “difficile risalita dopo il crollo”, indica il Centro studi di Confindustria che, con una “lieve revisione al ribasso”, stima un profondo calo del Pil italiano del 10% nel 2020 ed un recupero parziale del 4,8% nel 2021″. E’ una contrazione che porta i livelli di quest’anno “indietro a quelli di 23 anni fa”e che risente di un impatto della crisi Covid “leggermente più negativo di quello atteso alcuni mesi fa”.

La stima del Pil 2021 non incorpora gli effetti della manovra che varerà il Governo e dell’impatto di risorse Ue come Recovery Fund e Mes, al momento non stimabili; considerando anche la prossima manovra come delineata dalla Nadef, in base alle stime del Governo, “potrebbe salire al +5,7%”.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

Nella foto in alto: CARLO BONOMI CONFINDUSTRIA E LUIGI ABETE

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