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IL NUOVO DPCM DI MARIO DRAGHI

Con l’aumentare dei contagi ormai in quasi tutte le per regioni del paese per la variante inglese il premier Mario Draghi sta per firmare un nuovo provvedimento che entrerà in vigore dal 6 marzo per poi rivederlo il giorno seguente la Pasqua. Il nuovo Dpcm è sul tavolo del Presidente del Consiglio, mancherebbero pochi aggiustamenti per poi essere approvato.
Questi dovrebbero essere i dettagli in linea di massima.

Secondo quanto riporta la bozza del provvedimento, le scuole superiori potrebbero rimanere aperte, con almeno il 50% degli alunni in presenza. La decisione però non è definitiva, il governo aspetta infatti il parere del Cts sulle nuove varianti.
La restante parte dell’attività didattica sarà svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza. Nel testo, di differente rispetto al precedente Dpcm, è inoltre riportato che al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa.

Riaprono i musei e le attività culturali a partire dal 27 marzo. Il sabato e i giorni festivi il servizio è assicurato a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo. Riaprono anche cinema e teatri. Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere numerati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. Le attività potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico, che indichino anche il numero massimo di spettatori per spettacoli all’aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni stabilite dal Dpcm.

Bar e ristoranti resteranno chiusi dopo le 18, fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie sono consentite dalle ore 5,00. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18,00″.

Vengono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.

Fiere e discoteche chiuse anche in zona bianca
Salta la stagione sciistica, le piste resteranno chiuse fino al 6 aprile.
Chiudono barbieri e parrucchieri in zona rossa.
Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

È consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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