Un legame che continuò ad animare l’Ordine del Tempio fin dalle sue origini come viene indicato dalla sua regola ufficiale, fu il collegamento con il numero “tre”.

Il Misticismo del “numero” ha sempre insegnato che il numero è il “Principio dell’Essere” sul triplice piano divino, naturale ed umano, in modo che ogni numero sia la triplice espressione simbolica di un’idea, un elemento della misteriosa “armonia universale”.

Questa visione, ideata probabilmente dai sacerdoti dell’antico Egitto e portata alla perfezione da Pitagora nel V secolo a.C., trovò credibilità nel Medioevo sia presso i cristiani mistici, sia presso i cabalisti ebrei e i sufisti musulmani, fu inoltre nota di onore fra i Templari.

Essi si erano deliberatamente posti sotto il segno del numero tre, visto simbolicamente come riflesso del mistero della Trinità, che, moltiplicato per sé stesso, da nove, numero del compimento.

Così i fondatori dell’Ordine furono nove, presero gli ordini religiosi dopo nove anni e stabilirono che fossero nove le province dell’Ordine.

I riti per l’ammissione si ripetevano tre volte.

Allo stesso modo, secondo l’atto d’accusa e le Confessioni dei Templari, si esigeva al momento dell’iniziazione, un triplice rinnegamento di Cristo e un triplice sputo sulla Croce.

Al processo i Templari scelsero nove dei loro adepti per presentare la difesa dell’Ordine e furono anche nove templari a presentarsi, con il medesimo compito al Concilio di Vienne (1311-1312 quindicesimo concilio ecumenico  della Chiesa cattolica).

Infine John Charpentier, scrittore del libro “l’Ordine dei Templari”, parlando dell’influenza del numero tre sulla regola templare, ha dato questa spiegazione: “il triangolo compare in tutte le figure lasciateci dai Templari e si rimane stupiti per la loro predilizione per il numero tre, quel numero tre, come scrisse anche Joseph de Maistre, che appare ovunque nel mondo fisico come nel mondo morale e  divino”.

Al momento della sua ammissione, l’aspirante Templare doveva presentarsi tre volte prima di essere accolto dal capitolo e si impegnava in tre voti: i cavalieri prendevano tre pasti al giorno, mangiavano carne tre volte la settimana e osservavano tre digiuni durante l’anno.

Essi dovevano inoltre interagire tra di loro tre volte l’anno, durante le tre adorazioni della Croce, in tutte le commende, nelle case dell’Ordine e l’elemosina si faceva tre volte la settimana.

Ogni templare aveva tre cavalli e aveva tre modi di punire i colpevoli, quando venivano messi in cella erano flagellati  tre volte.

Un templare doveva accettare di combattere da solo contro tre avversari e doveva subire tre volte l’assalto del suo nemico nel singolo combattimento prima di iniziare a sua volta una offensiva.

Agendo in tal modo i Templari onoravano la “Santissima e indivisibile Trinità”, le tre ipotesi dell’Uno: Padre, Figlio e Spirito Santo ma anche i tre logos ovvero le tre anime di Platone viste come manifestazione perfetta dell’unità.

Fu grazie a tutto ciò che il Tempio rimase fedele al mistero ed al simbolismo dei numeri.

A cura di Barbara Comelato – Foto Redazione

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