Questo nostro mondo si trova davanti ad una vera e propria rivoluzione. Sì, la parola giusta sembra proprio questa: Rivoluzione. Stragi, attentati, colpi di stato, morti su tutti i fronti. La Francia martoriata da carneficine immani, dettate dalla sconsiderata condotta di persone che definire animali sembra quasi riduttivo.

L’ultimo atto criminale a Nizza, una cittadina sul mare che come tutta la nazione transalpina, voleva solo festeggiare il 14 luglio in santa pace. Già, il 14 luglio, la presa della Bastiglia, episodio che ha dato il via ad un’altra rivoluzione con migliaia di morti e altrettanti feriti. Il mondo sta cambiando e non sono solo i terremoti, gli uragani, gli sbalzi termici a farci sentire meno sicuri, ma sono degli altri esseri umani a metterci il carico da novanta, con le loro ideologie razziste e le loro condotte amorali e dissennate. In nome di Allah si uccidono donne e bambini, ma quale Dio vorrebbe tutto questo? Come si fa a concepire tutto questo odio? Siamo sull’orlo di una crisi di nervi. Dalle Alpi alle Ande, passando per la Siberia fino al deserto del Sahara.

Nessuno sembra essere immune. Se succede qualcosa in Tunisia o in Turchia, tutti dobbiamo stare con il fiato sospeso, sperando che la situazione si risolva per il meglio. Questa è vita secondo voi? No, questa è la paura di non sapere in quale direzione il mondo stia andando e per quale motivo. Non siamo pronti a tutto questo, forse non lo saremo mai, perché troppo abituati a fregarcene degli altri e a pensare solo a noi stessi. Siamo circondati, si salvi chi può.

Siamo stati messi davanti a un muro, senza nemmeno accorgerci di tutto quello che avveniva alle nostre spalle. Abbiamo sempre pensato di avere la risposta in tasca, di essere superiori a tutti, di poter giudicare tutto e tutti. Ci sbagliavamo di grosso. Ora, però, dobbiamo provare ad aprire gli occhi e a chiamare le cose con il loro nome. Non possiamo più nascondere la testa sotto la sabbia e fare finta di niente. Dobbiamo uscire dai nostri bunker mentali e prendere una decisione. Non dobbiamo lasciare che a decidere siano gli altri, ma prendere la situazione in mano e vedere quello che possiamo fare. Il mondo sta cambiando, ma non sembra essere un’ evoluzione naturale come quella di migliaia di anni fa, bensì una trasformazione forzata di quelle che si vedono solo nei film. Il tempo è un lusso che non ci possiamo più concedere, perché siamo sempre più vicini alla resa dei conti. Ora rimane solo da decretare il vincitore, ma a parer mio, in questo match, abbiamo perso tutti.

A cura di Nicola Luccarelli

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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