Wilfried Gnonto

Il calcio italiano ha trovato un nuovo fenomeno? Un ragazzino entrato a venticinque minuti dalla fine di Italia-Germania, per fare impazzire i crucchi e far chiedere agli italiani: ma da dove esce?

Wilfried Gnonto è un classe 2003 che gioca nello Zurigo, fresco campione di Svizzera; due stagioni nel campionato elvetico, dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, lasciato nel 2020 per tentare un’avventura che non fosse fatta di prestiti, probabilmente in Lega Pro, magari non vedendo quasi mai il campo.

Sarà il fatto che nessuno, meno che mai gli avversari, lo conosceva, ma il “ragazzino” è entrato con una verve che ha lasciato a bocca aperta un po’ tutti; giornalisti compresi, che il giorno dopo lo hanno eletto migliore in campo e campione del futuro.
Indubbiamente il talento c’è, anche in considerazione di quanto fatto vedere nelle giovanili nerazzurre, ma era difficile pensarci visto che il campionato svizzero non è che sia gran ché seguito ed il livello non proprio di primo piano.
Però un vantaggio c’è senz’altro, ovvero quello di potersi misurare ad un livello comunque ben diverso da quello di chi viene mandato in giro per l’Italia e magari fa più panchina che altro, senza quindi riuscire davvero a crescere.

Elogi meritati per Gnonto, ma da lì a farne una stella ce ne passa, non fosse perché ne abbiamo visti tanti proporsi come fenomeni e durati meno di un lampo, perché le qualità sono certo importanti, ma da sole non bastano.
Il cambiare totalmente la formazione contro la Germania, ha fatto fare un nuovo salto di qualità al Mancio, ma allora visto che il Mondiale lo vedremo in tv, perché non proporre già contro l’Argentina una formazione “nuova”, Chiellini a parte?

La Germania è sembrata in vacanza, un titic e titoc noioso e inutile, ma è bastato il gol azzurro per vedere una squadra diversa, che ci ha messo tre minuti per recuperare e che nel finale ha fatto tremare Gigio, svegliato all’improvviso dal torpore.
Perché non chiamare subito gente che aveva voglia di azzurro, anziché chi era già con la testa in vacanza e nessuna voglia di altro (inutile) pallone?
La Nations League è una roba che non serve a niente ed a nessuno ed allora tanto vale provare ragazzi per il futuro, dato che con i “reduci” anche l’Europeo potrebbe essere una pallida chimera; farsi piallare dalla Macedonia è stato il contrappasso per una Nazionale di scarso talento, per un CT riempitosi la bocca della propria prosopopea.

Talenti veri non ne abbiamo ed allora tanto vale dare spazio a ragazzi che possono migliorare, ma devono giocare altrimenti che fine facciamo? Per ricostruire bisogna programmare, cosa che in Italia è vista come una cosa di cui parlare, ma non mettere in atto.
Qui si vuole vincere, dappertutto, anche dove gareggi con una 500 del 1970 e vuoi battere chi viaggia in Lamborghini (non Elettra), altrimenti ti danno dell’accontentista, mentre i vincenti vanno fuori dall’Europa agli ottavi, o magari anche prima, e per vincere un trofeo ci vuole quella vecchia volpe di Mou …. e noi osanniamo …. Zeman!

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani- Foto Lapresse

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