Il Museo di Perfugas
La Sardegna è conosciuta in tutto il mondo per il suo mare cristallino e le sue spiagge, le calette raggiungibili attraverso sentieri, o addirittura solamente via mare; luoghi da favola frequentati non solo dai vip, dove trascorrere vacanze indimenticabili.
L’isola però non è “solo” mare e spiagge, anzi, la sua storia ci regala attrattive spesso custodite in Musei, anche molto piccoli, sparsi per un territorio tutto da esplorare.
In Anglona ad esempio, nel paesino di Perfugas, si possono ammirare vere e proprie meraviglie, dal M.A.P., il Museo Archeologico Paleobotanico, al Retablo di San Giorgio, per finire con il Pozzo Sacro di Predio Canopoli, in un susseguirsi di emozionanti visite, accompagnati dal personale del museo, i cui racconti non faranno che accrescere magiche sensazioni.
Perfugas è un paesino di circa 2.300 abitanti, situato come detto nella Regione dell’Anglona; pochi minuti dalle spiagge del Golfo dell’Asinara, poche decine di chilometri da Porto Torres e Sassari.
La regione sarda è antichissima ed era caratterizzata dalla presenza di vulcani attivi che ne determinarono la struttura geografica; così la ricchezza di reperti ha permesso di ricostruire la storia del territorio, raccogliendo preziose testimonianze in Musei come il M.A.P., ovvero il Museo Archeologico Paleobotanico di Perfugas, dove il percorso parte da quella che era la Foresta Pietrificata, la cui datazione è di 30/15 milioni di anni fa ed i cui reperti fossili sono conservati nel giardino del Museo.
Percorrendo le varie sale, si percorre veramente la storia della regione e quella dell’uomo, con sezioni dedicate al Paleolitico, al Neolitico, all’epoca Nuragica, all’epoca Classica e terminare con il Medioevo, in un susseguirsi di reperti che testimoniano l’evoluzione umana, con manufatti di quattrocentomila anni fa.
Emozionante, tra le altre opere, è la statuetta della Dea Madre, rappresentante la maternità, dato che la divinità mostra una donna con un bambino in braccio; l’opera data circa 4.000 anni fa ed è incredibile pensare alla cura posta nella lavorazione della pietra, oltre alla tenerezza che quell’abbraccio rappresenta.
In verità, ogni angolo del Museo presenta passaggi ed effige di grande intensità e, accompagnati fisicamente da una guida, oppure seguendo il racconto di un tutor vocale, l’interesse finisce per essere palpabile non solo per gli esperti, ma anche da chi mai o poche volte si è interessato all’argomento.
Il M.A.P. vale assolutamente una visita, sicuramente da ripetersi, dato che non si finirà di stupirsi, magari riscoprendo o approfondendo qualcosa che attirerà la nostra nuova attenzione.
Come su detto, a Perfugas di bellezze da visitare non c’è solo il Museo, ma il resto lo scopriremo nei prossimi articoli dedicati.
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani –  Foto Patrizia Ferro

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