MARIO DRAGHI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

I talebani saliti al potere in Afghanistan “saranno ritenuti responsabili delle loro azioni nel prevenire il terrorismo e nel rispettare i diritti umani, in particolare quelli delle donne”.

Lo affermano i leader del G7 nella dichiarazione diffusa al termine della riunione virtuale d’emergenza dedicata alla situazione afghana. Nel comunicato, i G7 ammoniscono che l’Afghanistan “non deve mai più diventare un rifugio sicuro per il terrorismo e una fonte di attacchi terroristici contro altri” Paesi.  “Esprimiamo la nostra grave preoccupazione per la situazione in Afghanistan e chiediamo calma e moderazione per garantire la sicurezza dei cittadini afghani e internazionali vulnerabili e la prevenzione di una crisi umanitaria”. E’ quanto si legge nelle dichiarazioni finali del vertice straordinario del G7 sull’Afghanistan. “Chiediamo il rispetto degli obblighi previsti dal diritto internazionale sui diritti umani, compresi i diritti delle donne, delle ragazze e dei gruppi minoritari, e che il diritto umanitario internazionale sia rispettato in tutte le circostanze”.

Il popolo afghano, affermano i leader del G7, “merita di vivere in dignità, pace e sicurezza”. Michel: “Garanzie per le donne” “E’ troppo presto per parlare dei rapporti futuri con i talebani”, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, al termine della riunione del G7 che si è occupata proprio della crisi in Afghanistan. Michel ha tuttavia ribadito l’esigenza “di inclusività e garanzie per donne, ragazze e minoranze”. “Al G7 siamo tutti d’accordo sulla necessità di garantire il libero accesso di aiuti umanitari, la lotta la terrorismo come priorità e la tutela dei diritti delle donne e delle minoranze”.  “Sarà necessario garantire la sicurezza dell’aeroporto” di Kabul “per tutto il tempo necessario per completare le operazioni. E’ una delle questioni che abbiamo sollevato con gli Usa e gli altri partner”. Ha detto ancora il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. “Sugli aiuti umanitari e la migrazione l’Ue farà la sua parte per sostenere la sicurezza e le condizioni di vita adeguate degli afgani che fuggono dal loro paese – ha detto ancora Michel -. Lavoreremo con i paesi della regione, in particolare Iran, Pakistan e Asia centrale, per affrontare le diverse esigenze”. “La fine dell’operazione militare in Afghanistan non è la fine del nostro impegno per promuovere lo stato di diritto, la democrazia e i diritti umani nel mondo. Al contrario, dovremmo essere più determinati che mai – ha concluso -. Questo deve essere chiaro agli attori che stanno cercando di trarre vantaggio dalla situazione attuale”.

Von der Leyen: “Grazie all’Italia per l’aiuto nell’evacuazione” Nel suo intervento, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ringraziato – tra gli altri – l’Italia per “l’aiuto fornito per l’evacuazione di personale Ue” dall’Afghanistan. “Una tragedia per il popolo afghano e un passo indietro per tutta la comunità internazionale”. Così la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha definito la situazione in Afghanistan. “Abbiamo parlato di evacuazione e aiuto umanitario immediato”, ha spiegato von der Leyen, sottolineando la necessità di un “patto europeo per la gestione della migrazione”. “La gestione dei corridoi umanitari, per evitare che persone vulnerabili cadano nelle mani dei trafficanti, va fatta a livello globale” ha dichiarato la presidente von der Leyen che ha apprezzato l’impegno annunciato durante la riunione da parte di Canada e Gran Bretagna di accogliere oltre 20 mila persone ciascuno.

Draghi: “Mantenere canale contatto anche dopo 31 agosto” L’evoluzione della situazione in Afghanistan, gli aiuti umanitari, la gestione dei migranti e la lotta al terrorismo sono stati i punti al centro dell’intervento del presidente del Consiglio Mario Draghi durante la riunione straordinaria del G7, in cui ha ringraziato “tutti coloro che stanno contribuendo ad  assicurare il buon esito delle operazioni di evacuazione a Kabul, in particolare l’esercito americano, britannico e tedesco”. L’obiettivo, ha detto Draghi, è riuscire a concludere in sicurezza queste operazioni entro fine agosto. Il presidente del Consiglio, in merito, ha sottolineato la necessità di “mantenere un canale di contatto anche dopo la scadenza del 31 agosto e la possibilità di transitare dall’Afghanistan in modo sicuro. “Inoltre, dobbiamo assicurare – sin da subito – che le organizzazioni internazionali abbiano accesso all’Afghanistan anche dopo questa scadenza”. “Per raggiungere gli obiettivi, credo che il G7 debba mostrarsi unito anche nell’aprire relazioni con altri Paesi. In questo, il G20 può aiutare il G7 nel coinvolgimento di altri Paesi che sono molto importanti perché hanno la possibilità di controllare ciò che accade in Afghanistan: la Russia, la Cina, l’Arabia Saudita, la Turchia e l’India”, ha detto ancora Draghi. L’appello di Draghi Il Presidente del Consiglio ha rivolto un appello ai leader del G7: “L’Italia reindirizzerà le risorse che erano destinate alle forze militari afghane verso gli aiuti umanitari. Chiedo a tutti voi di unirvi a questo impegno, compatibilmente con la situazione dei vostri Paesi”. Sul tema immigrazione “saremo in grado di avere un approccio coordinato e comune? Finora – ha aggiunto Draghi – sia a livello europeo, sia internazionale, non si è stati in grado di farlo. Dobbiamo compiere sforzi enormi su questo”. Per quanto  riguarda la lotta al terrorismo “la nostra cooperazione è essenziale ed è cruciale agire in modo unitario. E’ fondamentale anche utilizzare tutte le leve diplomatiche e finanziarie a nostra disposizione”.

Merkel: “Da G7 nessuna estensione alla scadenza del 31 agosto” I colloqui sull’Afghanistan tra i leader del G7 non hanno portato a un’estensione della deadline del 31 agosto per le evacuazioni da Kabul. Lo ha sottolineato la cancelliera tedesco Angela Merkel. “La conferenza non ha portato a nuove date” sulla fine della missione di evacuazione, ha detto Merkel alla stampa dopo l’incontro in formato virtuale. La cancelliera ha aggiunto che ci sono state intense discussioni sulla possibilità di utilizzare un aeroporto a gestione civile dopo tale scadenza e che la Germania è pronta a lavorare con i paesi vicini all’Afghanistan, come il Pakistan e l’Iran, per aiutare i rifugiati. Il video-vertice dei leader del G7 Al centro della discussione, il coordinamento delle evacuazioni degli stranieri e di parte degli afgani considerati maggiormente in pericolo (ex collaboratori della missione Nato in primis) entro il 31 agosto, nonché la questione delle misure diplomatiche da assumere per favorire la tutela dei civili e deiloro diritti nel Paese e quella dell’accesso degli aiuti umanitari. Appare invece ormai fuori portata l’ipotesi di un rinvio del ritiro dei militari incaricati in questi giorni di svolgere le operazioni di evacuazione dall’aeroporto di Kabul oltre la scadenza di fine mese già concordata a suo tempo da Washington con i Talebani: scadenza che Johnson, seguito a ruota dal presidente francese Emmanuel Macron e dai vertici Ue aveva suggerito di estendere, ma che Biden ha confermato.

Johnson: Insistiamo per il passaggio oltre il 31 Dopo la riunione del G7, il primo ministro britannico Boris Johnson ha affermato: “La condizione numero uno su cui insistiamo è un passaggio sicuro oltre il 31, quindi oltre la fase iniziale per coloro che vogliono lasciare l’Afghanistan”. Johnson ha rilasciato una breve intervista in pool dopo il vertice virtuale del G7. Alla domanda se non fosse riuscito a convincere Joe Biden a prorogare la scadenza, ha evitato la domanda secondo Bbc. Invece ha detto che finora nel Regno Unito sono state evacuate 9.000 persone da Kabul. Dice che il G7 ha concordato una “tabella di marcia per impegnarsi con i talebani”. Ha detto che Biden aveva sottolineato che era difficile per l’Occidente imporre i suoi valori all’Afghanistan.

Biden rispetterà la scadenza del 31 agosto Gli Stati Uniti rispetteranno la scadenza del 31 agosto fissata per la fine delle operazioni di evacuazione dei loro cittadini dall’Afghanistan, come concordato con i talebani. I miliziani dal canto loro, sono pronti a considerare qualsiasi estensione dei termini oltre questa data una “violazione”. E’ quanto emerge da una serie di concitate comunicazioni delle ultime ore diffuse da entrambe le parti. Secondo un “alto funzionario” della Casa Bianca rilanciato dai media internazionali gli Usa intendono concludere le operazioni di rimpatrio ed evacuazione dei loro cittadini dall’Afghanistan entro il 31 agosto, come appunto concordato e come suggerito oggi anche dal dipartimento della Difesa. I canali ufficiali della presidenza americana non hanno ancora dato la notizia, ma la decisione sarebbe stata comunicata dal presidente Joe Biden nel corso del summit del G7 convocato di urgenza per discutere della situazione in Afghanistan. Pochi minuti prima il portavoce del dipartimento della Difesa americana, John Kirby, aveva reso nota la volontà dell’esercito americano di rispettare il termine del 31 agosto. Le parole del dirigente del Pentagono erano arrivate a loro volta poco dopo che Zabihullah Mujahid, il portavoce dei talebani, dicesse che qualsiasi estensione del termine concordato per le evacuazioni del 31 agosto sarà considerata una “violazione”.

Il rappresentante dei miliziani lo aveva comunicato alla stampa nel corso di quella che è stata la seconda conferenza pubblica dei talebani da quando hanno preso il potere, il 15 agosto. Parlando della data del 31 agosto Kirby aveva detto che i guerriglieri “sono stati molto chiari rispetto alle loro aspettative”.

Il dirigente della Difesa americana aveva poi avvertito che “le comunicazioni quotidiane con i comandanti dei talebani dovranno essere continue”. Cosa dicono i talebani ai leader Non consentiranno agli afghani di andar via. Accesso all’aeroporto solo ai cittadini stranieri. Donne a casa “per ora”.

Ecco alcuni dei punti principali affrontati durante la conferenza stampa del portavoce talebano Zabihullah Mujahid mentre sale la tensione per la crisi nel paese ed è conto conto alla rovescia sino al 31 agosto, con i cittadini afgani pronti a scappare, ammassati allo scalo di Kabul. E i leader del G7 che si riuniscono proprio oggi ipotizzando una proroga che però evidentemente non piace ai talebani.

Questi ultimi vogliono che tutti i cittadini stranieri siano evacuati entro la scadenza del 31 agosto, aggiungendo che “non sono favorevoli” a consentire agli afgani di partire. Gli alleati degli Stati Uniti hanno già avvertito che non saranno in grado di evacuare tutti coloro che fuggono dai talebani entro il 31 agosto. L’avvertimento arriva mentre a un vertice del G7 il presidente Usa Joe Biden vuole proporre di ritardare il ritiro delle forze statunitensi oltre quella data.Zabihullah Mujahid esorta i cittadini afghani a tornare a casa e chiede agli Stati Uniti di non incoraggiarli a lasciare il paese. Suggerisce che alle donne non sarà impedito in modo permanente di andare a lavorare, dicendo che le autorità stanno cercando di elaborare una procedura in modo che possano tornare e sostenendo che non sono state rimosse o licenziate dal loro lavoro e che i loro stipendi saranno pagati. È meglio astenersi però per ragioni di sicurezza per “prevenire qualsiasi maltrattamento”.Inoltre secondo il portavoce le ambasciate straniere sono state rassicurate della loro sicurezza, si esortano a non chiudere o interrompere il lavoro. Le scuole, le università e le madrasse, così come gli ospedali, il governo locale e le emittenti televisive e radiofoniche sono di nuovo operative, secondo i talebani. Telebani in Pashir per colloquio con Massoud Una delegazione dei talebani si è recata in Panshir per parlare con Ahmad Massoud, a cui fanno capo le forze di resistenza, organizzate dopo la salita al potere degli ‘studenti coranici’. Lo riporta l’emittente afghana Tolo News, citando fonti vicine a Massoud.

Difesa, sono state evacuate 3.804 persone Salgono a 3.804 (di cui 3.744 afghani) le persone evacuate dall’Afghanistan dall’inizio delle operazioni Aquila e Aquila Omnia. In base all’ultimo bollettino diffuso dal ministero della Difesa le persone giunte in Italia sono 2.722 di cui 2.662 cittadini afghani. Di questi 933 sono uomini, 828 donne e  901 bambini. Onu: gravi violazioni, “esecuzioni sommarie” Già l’Onu avverte che la linea rossa è stata superata. Michelle Bachelet, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha affermato di aver ricevuto segnalazioni credibili di gravi violazioni commesse dai talebani in Afghanistan, comprese esecuzioni sommarie di civili e forze di sicurezza afgane che si erano arrese. Bachelet ha esortato il forum di Ginevra a istituire un meccanismo per monitorare da vicino le azioni dei talebani. Il trattamento delle donne da parte dei talebani è “una linea rossa fondamentale”, ha affermato e le sue dichiarazioni sono state riprese da tutti i media, compresa Aljazeera. Natacha Butler, volto di Al Jazeera, riportando da Parigi, ha affermato che il Consiglio per i diritti umani dovrebbe adottare una risoluzione alla fine della riunione. “Alcuni dei delegati hanno spinto per una missione di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite, il che significherebbe che i funzionari delle Nazioni Unite sarebbero dispiegati in Afghanistan per documentare eventuali abusi e ritenere responsabili i responsabili”.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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