persecuzioni

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Papa Francesco, nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro dedicata al rapporto con tutte le religioni, ha affermato: “A causa della violenza e del terrorismo si è diffuso un atteggiamento di sospetto o addirittura di condanna delle religioni”. “In realtà – questa l’esortazione del Papa – benché nessuna religione sia immune dal rischio di deviazioni fondamentalistiche o estremistiche in individui o gruppi, bisogna guardare ai valori positivi che esse vivono e propongono e che sono sorgenti di speranza”.

Si tratta, dice il Pontefice, in occasione dei 50 anni della “Nostra Aetate”, di “alzare lo sguardo per andare oltre. Il dialogo basato sul fiducioso rispetto può portare semi di bene che a loro volta diventano germogli di amicizia e di collaborazione in tanti campi, e soprattutto nel servizio ai poveri, ai piccoli, agli anziani, nell’accoglienza dei migranti, nell’attenzione a chi è escluso. Possiamo camminare insieme prendendoci cura gli uni degli altri e del creato”.

Poi il Pontefice ha ricordato: “No ad ogni forma di antisemitismo e condanna di ogni ingiuria, discriminazione e persecuzione che ne derivano”. “Il Concilio – ha proseguito Papa Francesco – con la dichiarazione Nostra Aetate, ha tracciato la via; la conoscenza, il rispetto e la stima vicendevoli costituiscono la via che, se vale in modo peculiare per la relazione con gli ebrei, vale analogamente anche per i rapporti con altre religioni”. Il Papa ha fatto riferimento in modo particolare “ai musulmani, che come ricorda il Concilio adorano il Dio unico, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini”. Così tra il cristianesimo e l’islam “il dialogo di cui abbiamo bisogno non può che essere aperto e rispettoso, e allora si rivela fruttuoso. Il rispetto reciproco è condizione e, nello stesso tempo, fine del dialogo interreligioso”. Papa Francesco, esorta i credenti di entrambe le fedi a “rispettare il diritto altrui alla vita, all’integrità fisica, alle libertà fondamentali, cioè libertà di coscienza, di pensiero, di espressione e di religione”.

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