Ci sono bulloni e bulloni, ma è difficile credere che, nella storia, ce ne sia stato uno che ha necessitato di più giorni per essere estratto rispetto a quello della Mercedes di Valtteri Bottas a Montecarlo, 5-GIORNI-5, ed è la MERCEDES!!! Pensate cosa sarebbe capitato se al posto di Toto Wolff ci fosse stato il buon Binotto …. apriti cielo …. che incapaci alla Ferrari!!!
Invece di mezzo c’è la Mercedes e, soprattutto, il “povero” Bottas, che proprio Wolff ha messo in cima alla lista dei colpevoli, perché la causa del mancato cambio gomma, ci sarebbe l’errato posizionamento della sua auto al momento del pit stop!!!
Altro che il botto di Leclerc, il quale, poverino, mica ha colpe se ha dovuto rinunciare a correre il Gran Premio dopo aver ottenuto la pole e …. distrutto il musetto della propria auto …. perché la colpa è della Scuderia che non è stata capace di scovare un problema e riparalo.
Diversi problemi? Più che altro diversi modi di decidere il colpevole, dato che uno picchia a pochi secondi dalla chiusura delle prove e viene assolto, mentre l’altro di quanto avrà messo male la macchina al cambio gomme? E gli addetti, sono messi in posizione come gli omini del calciobalilla e spostarsi di un centimetro è impossibile?
Quello di Montecarlo è stato, per la Mercedes, un pessimo fine settimana, però le scuse non sono mancate, quasi come se i “deutschland uber alles” (pur se il Team è formalmente inglese) fossero diventati improvvisamente …. italiani! Come quando c’è chi va più forte e subito si chiedono controlli a motore e power unit, tanto alla Mercedes mica hanno mai barato su nulla!
Bulloni, pezzi da pochi euro, magari meno, che bloccano un’auto che costa milioni ed il “povero” Bottas che diventa il colpevole del tutto! Roba da ridere e da ridere due volte proprio perché è successo alla Mercedes, con in più una curiosità: se fosse successo sull’auto di Hamilton il problema del bullone, chi sarebbe stato il colpevole? Scommettiamo l’addetto a quel pneumatico?
La Formula 1, le auto da corsa che ne sono l’essenza, dovrebbero rappresentare il top della tecnologia, peccato che poi basti un pezzo di metallo di poco conto per mettere in ambasce persino i fenomeni e fortuna per il buon Wolff che il rosso resti il colore Ferrari e non quello della vergogna-Mercedes.
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Metropolitan

 

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