Stiamo entrando in una girandola di carnevale che di stelle, stelline ne fa davvero poche, sarà il covid che ha tramortito tutti o il fatto che, in Italia, non esiste una figura autorevole che possa rappresentare il capo dello Stato.

Ecco che allora proprio perchè i partiti politici non hanno ancora trovato una divergenza a senso unico, è iniziata una sfida aperta, tra l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l’attuale Mario Draghi. Le manovre sono già in atto, non certo quelle di Putin che ha schierato navi da guerra e sottomarini nucleari nelle acque territoriali di 4 mari.

Da una parte il cavaliere di Arcore, si gioca tutte le sue carte sorretto fino all’ultimo dalla sua coalizione del centrodestra e questo lo sa fino al punto che ha già lanciato una freccia appuntita non da Cupido per le sue ragazze, ma al governo attuale: “Se Draghi va via da palazzo Chigi si va a votare immediatamente”,e questo suo concetto lo ribadisce a chiare lettere la sua “spalla” Antonio Tajani. “Chi altro sarebbe in grado di tenere insieme una coalizione tanto eterogenea?”, chiede retoricamente il coordinatore azzurro. Che così gioca un tarocco di Silvio Berlusconi nella corsa al Quirinale: puntare sull’attuale premier porterebbe alla fine anticipata della legislatura, con tutte le conseguenze – anche previdenziali – per i parlamentari.

Ed proprio così perche Silvio Berlusconi lo starebbe ripetendo in tutte le sue continue telefonate di questi giorni a deputati e senatori, convinto che le chance per Draghi siano al momento ridotte proprio perchè “la sua elezione porterebbe automaticamente al voto anticipato”. Proprio in virtù della posizione di Forza Italia, finora condivisa anche dalla Lega e Fratelli d’Italia: “Neanche loro, infatti si dicono favorevoli a sostenere un altro governo senza le votazioni del popolo supremo”. Nel prossimo vertice di centrodestra si farà il punto. Succederà domani o sabato, ma tutti sono in attesa della riserva del signor B, che se dovesse rinunciare, quanto meno sarebbe atteso dalla poltrona di senatore a vita. Dunque Silvio Berlusconi, eventualmente la sua vittoria personale l’avrebbe comunque vinta se non direttamente sul campo, su una “panchina” che piace e che creerebbe scompiglio persino dentro la corte dei Conti.

Il Piano di Mario Draghi, l’uomo economist dagli occhi a mandorla come i cinesi è solo quella di attuare misure giustamente restrittive per uscire dalla pandemia, da Omicron che è stato inaspettatamente il suo peggior nemico e che sotto alcuni aspetti sanitari fanno alquanto discutere. In primis l’attuazione dell’obbligo vaccinale dagli over 18, lo dicono i morti in Italia di questi ultimi giorni.
Il silenzio del premier, esibito e poi difeso, serve a preservare una candidatura che da oggi fino al primo giorno di votazioni, il 24 gennaio, finirà sotto lo stress test dei partiti. Draghi, ha tradito le aspettative di chi, soprattutto nel fronte azzurro e leghista del centrodestra, sperava in un passo indietro. Come racconta chi lo conosce e lo ha seguito in questi anni, quando sette anni fa, nel 2015, decise di sottrarsi al gioco delle candidature come successore di Giorgio Napolitano, l’allora presidente della Bce lo fece con una precisa dichiarazione rilasciata a Francoforte: Non voglio essere un politico. Una dichiarazione che, fanno notare, non ha mai replicato in queste ultime settimane.

A quanto pare la corsa al colle è tra due fuochi e solo il cavaliere potrà o alimentarlo o spegnerlo. Certo è che se Mario Draghi sarà nominato il nuovo Presidente della Repubblica Italiana, la vita parlamentare diventerà una battaglia navale e le elezioni saranno a un miglio dal porto.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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