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IL CICLISMO PEDALA VELOCE

E’ appena finito un Tour de France dall’epilogo imprevedibile che già siamo entrati nella settimana dei Campionati Mondiali ed in quella successiva sarà la volta del Giro d’Italia!
E’ un ciclismo che pedala velocemente, in una stagione dove la “gestione” delle gare è legata al Covid, che ha di fatto obbligato gli organizzatori ad una compressione degli avvenimenti mai successa nella storia.

Dunque con il successo dello sloveno Pogacar si è concluso un Tour dove è stato difficile trovare una giornata in cui ci si è annoiati, come spesso capitava nelle edizioni precedenti; poi è vero che non tutte le tappe sono state combattute dall’inizio alla fine, ma a volte più che i corridori sono stati gli agenti atmosferici a metterci lo zampino, tra pioggia e vento non è mancato quasi nulla ed a giovarsene è stato indubbiamente lo spettacolo.

Ci sarà tempo per riparlare della Grande Boucle, anche per analizzare fatti e comportamenti, ma oggi è già tempo di Mondiali, che la Svizzera ha deciso di non organizzare a poche settimane dall’avvenimento, dirottato prontamente verso l’Italia, verso Imola e la Romagna, con un percorso duro quanto quello svizzero, che porterà i concorrenti verso il traguardo del Circuito del Santerno, non ai duecento all’ora ed oltre delle Formula Uno, ma che certo non sarà meno interessante ed avvincente.
Purtroppo saranno Mondiali ciclistici dove solo alcune gare verranno disputate, escludendo quelle dei giovani, ma in tempi di Covid e con così breve tempo a disposizione non era possibile fare di più e di meglio; a gareggiare saranno così solo i professionisti, uomini e donne, con le prove a cronometro ed in linea, da giovedì 24 a domenica 27 settembre.

Sarà per tutti un Mondiale duro, il circuito di 28,8 chilometri per le gare in linea è infatti estremamente impegnativo e se questo non bastasse ci penseranno i chilometri da percorrere (143 per le donne e 258,2 per i maschi) a fare il resto, con una rosa di favoriti che dovrà tenere conto di molti fattori, compresa la rinuncia di alcune Federazioni, tra cui l’Ecuador di Carapaz, per l’impossibilità di avere in Italia i propri staff tecnici al completo.

Anche qui il Covid fa la sua parte, le restrizioni di movimento, i tempi di quarantena, sono purtroppo un fattore imprescindibile e toglieranno, come detto nel caso di Carapaz, protagonisti importanti, così come ci sono rinunce a causa della difficoltà del percorso o degli ultimi infortuni; non tutti i ciclisti hanno caratteristiche adatte alla corsa, primi tra tutti i velocisti, ma il campo dei partecipanti sarà in ogni caso di prim’ordine e l’elenco dei favoriti non certo composto da pochi nomi.

Chi arriva dal Tour, specie coloro che non hanno fatto classifica in Francia, ha certamente le gambe rodate per disputare un grande Mondiale, ma è comunque difficile pensare che Pogacar, nonostante la fatica, non abbia condizione (specie mentale) ed entusiasmo per essere annoverato tra i favoriti; certo conterà la squadra, ma se si può vincere la Grande Boucle praticamente senza aiuto, o quasi, stesso discorso può essere fatto anche per il Mondiale.

Chi potrà inoltre disputare una gara da protagonista e magari vestire la maglia iridata tra chi non arriva dalla Francia? Coloro che hanno da poco terminato la Tirreno Adriatico hanno avuto comunque modo di rodare le gambe e saranno meno stanchi dei reduci dal Tour, ed inoltre i nomi non sono meno importanti, basta leggere la classifica finale per rendersene conto, senza escludere coloro che magari si sono “nascosti”, con l’obiettivo di affinare la condizione per il Giro d’Italia ma che avranno certo la preparazione giusta anche per essere tra i migliori ad Imola.

Per quanto riguarda gli azzurri, il CT Cassani ha diramato le convocazioni e nell’elenco, pur con il rammarico delle assenze forzate di Formolo e Ciccone, ci sono i ragazzi “giusti” per formare una Nazionale forte ed in grado di disputare una corsa di primo piano; certo le assenze non sono da poco, ma non mancano l’esperienza e la bravura, con Vincenzo Nibali in primo piano.
Il siciliano correrà il Giro con l’intenzione di vestire per la terza volta la maglia rosa finale, ma il Mondiale gli si addice, pur se gli manca l’esplosività degli anni giovanili; Nibali però ha dalla sua una grande esperienza e la capacità di leggere al meglio la corsa in ogni suo frangente e sarà coadiuvato da compagni che conosce bene, in grado di controllare la corsa e metterlo nelle condizioni per fare bene.

Mondiali italiani e Mondiali incerti, come detto, con tanti favoriti ed i soliti immancabili nomi a sorpresa; di Nazionali forti ce ne sono tante, anche se poi bisognerà vedere quante davvero unite, così come saranno importanti le “alleanze”, con chi magari corre per un determinato Team e non fa parte di una Nazionale di primo ordine, tante volte abbiamo visto chi correva per il proprio “capitano” di un’altra nazione, ma anche questo è il ciclismo, anche questo fa parte della bellezza e dell’incertezza di un Campionato del Mondo.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Ansa

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