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IL CESENA E’ COME UN MOTORE DA F1

Quale è la differenza tra conoscere la propria identità e averne consapevolezza? Quale tra partecipare ad una causa e invece sostenerla fino in fondo? Se è complicato stabilire queste differenze in modo astratto aiuta di più osservare e cogliere quanto un reale e sincero coinvolgimento si faccia strada nell’intimo di una persona, di una squadra di calcio tanto più quando è frutto più che di una ricerca voluta e meditata, delle stagioni della vita.

Ovvero a quell’infinitesimale movimento tecnico che coglie chiunque e che sta tra la luce e l’ombra di quello che percepiamo o crediamo di percepire. Può capitare anche all’improvviso, in un pomeriggio qualsiasi di inizio autunno a Teramo, senza avvertimenti, senza che lo si possa prevedere e nemmeno comandare.

E tanto più appaiono evidenti quando certi gesti o azioni si palesano in ambiti e nei luoghi che sarebbero deputati ad altro, anzi letteralmente votati a dinamiche lontanissime come ad esempio succede nello sport e nel calcio in particolare da quando lo frequento con copioso interesse.

Quando tutti si pensa di guardare una sfida e invece si osserva una partita ben più grossa e importante, quella che si gioca sul senso delle cose e sulla nostra stessa possibilità di capirle e magari anche di modificarle a favore di quello in cui crediamo. E, di questo, ancora una volta è stato capace Viali, nel suo turnover, inserendo giovani che lo hanno saputo ripagare al meglio, come l’ex Ilari e il novizio Brambilla.

Succede così che anche se non sei un campione, un campione vero di Formula Uno, un tizio che ha vinto come pochi altri ti riveli alla fine altro da quello che si pensava o meglio che si riveli nella sua pienezza grazie a quello struggente controluce che contraddistingue le carriere avviate al tramonto della “Primavera”.

Il Cesena è ormai svezzato sui campi di calcio, è grande e ne siamo certi che lo sarà fino all’ultima giornata. Non importa se lo sostengo prima dall’inizio di stagione, io conto poco, ciò che conta è la pole, il traguardo, la gioia, il podio più alto. Ma anche quello che avevo pronosticato la settimana scorsa, almeno per un giorno: SALUTATE LA CAPOLISTA in stretta compagnia con la Reggiana!

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Luigi Rega

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