Le indagini incessanti per la cattura di Matteo Messina Denaro per un senso hanno mostrato aspetti trasversali e inediti, legati soprattutto allo stile di vita del boss di Castelvetrano e alla sua latitanza che perdurava da 30 anni, per l’altro hanno riportato in vita, alla luce, antiche passioni dei vertici di Cosa Nostra che ha sempre avuto casa in Sicilia e poi esportata negli USA.

Nel corso di una perquisizione all’interno di uno degli appartamenti usati da Diabolik, i carabinieri del Ros hanno trovato un poster col volto di don Vito Corleone nel primo atto della saga. Quella stampa ritrae Marlon Brando con il papillon e una rosa rossa sul bavero della giacca.

Come il padrino descritto da Mario Puzo, anche Messina Denaro amava le apparenze, il raggiungimento dell’assoluto. L’uomo di potere doveva essere rispettabile, quel che si deve a chi si teme. Elegante, pacato nei toni, sicuro di sé. Il linguaggio del corpo insomma ha sempre contato.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Repertorio 

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