Questa è la storia di uno di noi… si conoscono da 50 anni Rino Foschi e Ugo Vandelli. Si può dire una vita quasi intera. Sin da ragazzi avevano un debole comune, l’erba e il suo profumo… il rotolare di un pallone che pesava più di uno zaino di scuola. Entrambi alti, un po’ alla Celentano, non vi era giorno disuguale che il loro canticchiare metteva allegria nelle case, giù e su per le vie, dentro i rioni, figuriamoci allo stadio.

Tifavano già allora Cesena, ma ogni tanto Ugo stuzzicava Rino con il Bologna. E, allora, sai che derby accanto al bar Bianconero dove la maraffa andava di moda come i Beatles. Insieme, Ugo in divisa ufficiale e Rino con il cravattino solcavano il cancello della vecchia Fiorita senza mancare mai di rispetto ad Orienzo Buratti, un Consigliere tutto fare e tutto dire, che allo stadio ne era il guardiano supremo per volere del Presidente Dino Manuzzi.

Entrambi, chi a bordo campo, chi nei gradoni della tribuna seguivano come falchi le sorti della squadra bianconera. Che dire? In quattro lustri hanno vissuto le 5 promozioni in serie A e la fantastica esperienza in Coppa UEFA con Pippo Marchioro, la meta più alta di tutta la storia del Cesena Calcio.

Poi il distacco tra di loro per brevi periodi perché Rino (il giallo) iniziò a girare l’Italia rimanendo dentro il cuore del calcio come direttore sportivo di diverse società. Ma l’amicizia non era mai tramontata e la promessa personale di un tempo oggi si è materializzata. Quel ragazzo della via Gluk è tornato per sempre nella sua città, Cesena, dove si continua a non lasciare l’erba… Rino e Ugo, hanno bisogno di sognare ancora insieme: rivedere i bianconeri in Europa tra le braccia di Mourinho. E, ancora oggi tra un passatello e l’altro, a volte una pizza cotta a legna da Baldo, si trovano per parlare di leggende, ma anche di quell’anno buio che ha visto affogare il cavalluccio sotto lo scoglio dove sopra erge il capanno del Conte Rognoni, il fondatore.

Calcio, bellezze, sentimenti, amicizie, stranezze, curve a gomito, che ancora oggi sono dipinti su di una tela antica che mai la polvere ha coperto.

Ugo e Rino, lo so, sono da Baldo a parlare di Mancini, dell’Italia che non andrà ai mondiali e degli Americani sbarcati in Romagna come una navicella spaziale per portare il nuovo Cesena sulla luna, sempre che lei sul monte Garampo ha voglia di rimanere piena, perchè senza lo spirito comune, nel calcio non si vince mai!

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Valerio Casadei

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui