Il premier italiano Mario Draghi

Si è conclusa l’assemblea dei parlamentari del M5s con Giuseppe Conte, che è stata di nuovo aggiornata a domani. Alla fine si sono contati otto interventi, tutti di deputati, contrari alla linea scelta dal movimento per affrontare la spaccatura innescata contro il premier Mario Draghi.

Il resto degli interventi, racconta una fonte che ha seguito la riunione, è stato favorevole alla linea guida illustrata dal presidente del partito, senza celare la problematicità della situazione per il paese che si andrebbe ad innescare, con le votazioni subito dopo l’estate. Luigi di Maio in un intervento a latere, oltre a dare dell’irresponsabile a Conte, parla del 25 settembre giorno utile per mandare gli italiani alle urne. 

Mentre il segretario del Pd, Enrico Letta, l’unica cosa da fare è quella che i grillini facciano un passo indietro affinchè Mario Draghi possa terminare il suo mandato, visto che il Paese si trova in una situazione di doppia emergenza, con la guerra in Ucraina che si ripercuote sul gas della Russia a discapito di tutti gli Stati europei, e Covid-19 che è tornato a circolare con una certa virulenza.

Per il partito democratico, ci sono diverse scadenze in corso, tra tutte come sostenere le famiglie e le imprese che sono al collasso per i rincari energetici. Draghi è l’uomo giusto per risollevarci da un torbido groviglio.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non vuole assolutamente sentire parlare di dimissione da parte del Presidente del Consiglio e con un intervento al Quirinale ha richiamato tutte le forze politiche di governo ad una compattezza entro mercoledì. Per il capo dello Stato, in un momento così delicato della vita degli italiani, una crisi di governo aprirebbe scenari apocalittici sotto il profilo sociale ed economico.

A dire basta, invece, di questo teatrino è Giorgia Meloni, che sposta totalmente l’ago della bilancia per andare immediatamente al voto. Sono due legislature – spiega il presidente di Fratelli d’Italia, che gli elettori non possono decidere liberamente da chi farsi governare in un periodo dove tutto aumenta.

Per Matteo Salvini un governo Draghi bis potrebbe essere ancora ipotizzabile senza i cinque stelle, ma il voto non sarebbe certo un reato, nel caso in cui il premier non si convincesse a fare marcia indietro. Dello stesso avviso il fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi che si è detto favorevole ad un governo senza il movimento di Conte e che il centro destra continua a lavorare per il bene del Paese.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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