Dopo una lunghissima carriera come quella di Raffaella Carrà, diventata una delle icone portanti della televisione italiana e spagnola, si parla di un patrimonio netto indicativo in cui non è inclusa per esempio la proprietà a Roma in zona Siena e quella in zona Monte Argentario che alzano il valore. Sta di fatto che la Raffa del piccolo schermo non ha sicuramente problemi economici per la sua vecchiaia (ha spento 77 candeline il 18 giugno 2020) e, visto che la vediamo apparire sempre meno, si gode il meritato riposo dopo una sfolgorante carriera partita da una piccola città romagnola come Bellaria.

Ricordiamo che l’artista ha spaziato tra cinema, televisione, teatro e musica ottenendo grandi riconoscimenti da parte del pubblico e della critica. Un debutto che avviene a soli otto anni all’interno della pellicola “Tormento del passato” di Mario Bonnard. Poi “La lunga notte del ’43” del regista Florestano Vancini; “I compagni” di Mario Monicelli candidato all’Oscar; “Il colonnello Von Ryan” di Mark Robson nel quale recitò al fianco di Frank Sinatra.

Il suo primo grande successo fu “Canzonissima” dove affiancava Corrado nella conduzione. Interpretò anche le sigle d’apertura e chiusura come la celeberrima “Ma che musica maestro!” nella quale si mostrò con un completo che le lasciava scoperto l’ombelico e il balletto collegato al brano “Tuca tuca” era un po’ audace e venne prontamente censurato. È stata la prima donna dello spettacolo a cantare la libertà sessuale di cui una sua canzone nota come “Com’è bello far l’amore?”, è stato un inno. Non a caso, il pezzo è diventato un simbolo del movimento LGBT, tanto da eleggere la Carrà a “icona gay mondiale” al World Pride di Madrid nel 2017.

I varietà si succedono e con essi il successo. Nel ’74 conduce “Milleluci” al fianco Di Celentano e di Mina. Nel 1982 presenta “Fantastico 3″ insieme a Corrado, Gigi Sabani e Renato Zero; canta anche la canzone della sigla “Ballo ballo”. Nel 1983 e per i 3 anni successivi presenta “Pronto Raffaella?” all’ora di pranzo, trasmissione per la quale vince numerosi premi. Nel biennio ’85-’86 presenta “Buonasera Raffaella” uno show in prima serata in cui intervista e si esibisce con ospiti internazionali. Nel 1995 ha una nuova ondata di notorietà con la trasmissione “Carramba! Che sorpresa” in cui permetteva alle persone di incontrare amici o parenti che avevano perso di vista.

Gli anni 2000 per Raffaella Carrà iniziano con il botto infatti nel 2001 presenta Sanremo. Il mondo ce la invidia, Spagna e Sudamerica in primis, dove ha raggiunto livelli di popolarità senza precedenti grazie al suo carattere socievole e alla mano, che non ha mai sfociato verso atteggiamenti di divismo o superiorità. Ed è proprio questo il suo marchio di fabbrica: far sentire sempre tutti a proprio agio e importanti.

a cura di Samanta Costantini – Foto Franco Buttaro

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