PADRE-E-FIGLIA
Sono poco più delle 18,00 di un lunedì spento come il tempo fuori, grigio. La primavera e’ ancora lontana come il batter d’ali delle prime rondini.
Un uomo dagli occhi sciupati, mi si avvicina dopo aver aperto la porta della redazione.
Mi chiede, con voce tremolante se avessi notato l’arrivo di Don Andrea in parrocchia.
No! Perché lo cerca quando il sole e’ già tramontato? Gli domando…
La mia e’ una storia lunga…
Vuole raccontarmi qualcosa di lei, si trova negli uffici di un giornale! Come posso aiutarla, noto in lei tanta sofferenza…
Avrebbe una sigaretta da offrirmi.
No, ma posso procurarla…
Grazie…
Inizio’ a fumare sul ciglio della porta prendendo fiducia.
Sono nato in Sicilia, ma da molti anni vivo a Modena, poi dopo la separazione con mia moglie, mi sono ritrovato come un viaggiatore sperduto a Cervia. Sono solo, non ho una casa, dormo ovunque, non vedo mia figlia da molti mesi e per sopravvivere durante qualche ora faccio il muratore, ma non sono tutelato, niente busta paga. Con quei pochi soldi che percepisco non riesco a dare il mantenimento per mia figlia che ha bisogno di alimenti. Mi sento male, svuotato, solo, lontano dagli affetti. Ho solo una valigia di quando mi ero sposato, nulla più.
Perché cerca Don Andrea?
Mi hanno riferito alla Diocesi, che in questa parrocchia c’è la “Caritas” e aiutano i poveri ad avere prodotti alimentari…, danno anche una stanza per non dormire in auto o in strada.
Si è’ vero! Cosa pensa di fare?
La voglia sarebbe di fare un gesto estremo, ma mio padre era un carabiniere e mi ha cresciuto tra mille difficoltà. Vorrei avere un futuro migliore, del cibo e un letto nell’attesa di trovare un’occupazione come piccolo artigiano. Non mi fanno paura i lavori pesanti, per la mia bambina farei di tutto.
Ritengo che Don Andrea ottimo pastore della chiesa sia la persona giusta per lei non solo per un pasto caldo? Anch’io se potrò fare qualcosa non mi tirerò certo indietro…
Come se fosse un amico di sempre, Salvatore, mi diede una pacca sulla spalla mettendomi ad una dura prova di coscienza.
Mi saluto’, tenendo nella mano la mia donazione, l’auto di Don Andrea era arrivata e forse con lui la salvezza di Salvatore che rimane una goccia nel mare se pensiamo che oggi in Italia i padri separati sono quasi 4 milioni e che la metà vive nelle stesse condizioni di quel passante che mi ha fatto visita.

Il Direttore Editoriale Carlo Costantini – Fotolia

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