Vi ricordate il cartone animato giapponese Capitan Tsubasa? No? Però vi ricorderete sicuramente delle avventure di Holly e Benji.

Beh, non ci crederete mai, ma è lo stesso cartone animato. Chi non è cresciuto guardando le squadre della New Team e della Mappet darsele di santa ragione sul terreno di gioco? Sono passati trent’anni dalla messa in onda in Italia, esattamente il 19 luglio del 1986, del primo episodio di questo anime televisivo. Trent’anni di corse su un rettangolo verde che non finiva mai, di tiri potentissimi che riuscivano, addirittura, ad appiattire il pallone, di portieri che saltavano sui pali per compiere parate miracolose e straordinarie. Questo cartone animato ideato, nel 1983, dal giapponese Yoichi Takahashi (che ringrazieremo per tutta la vita), ha fatto avvicinare a questo sport milioni di bambini che poi sono cresciuti con il sogno di diventare calciatori.

Alcuni ci sono riusciti, altri magari no, ma tutti hanno gustato le partite interminabili, le sfide combattute lealmente o quasi, le lotte intestine e la voglia di vincere di questi ragazzi del Sol Levante. Che cosa c’era di così tanto bello in questo cartone animato? Tutto. L’ intera sceneggiatura, i dialoghi e i match rappresentavano, allo stesso tempo, il passato, il presente e il futuro: rappresentavano il calcio. Eh sì, perché questo sport non ha mai avuto età. Da quando è stato inventato, non ha mai cambiato identità. Basta un pallone, due porte fatte con degli zaini o due pezzi di legno e la voglia di giocare. Questo è il calcio. Questa disciplina sportiva è amicizia, aggregazione, voglia di crescere insieme. Holly e Benji è stato questo e anche di più.

Io, che sono nato nel 1985, sono cresciuto con Holly e Benji, mio fratello, che è nato nel 1976, è cresciuto con questo cartone, e molto probabilmente anche le nuove generazioni continueranno a seguire le avventure di questi eterni ragazzini. Perché dite voi? Perché, questo cartone animato, ha raccontato lo sport più bello del mondo, nella maniera più bella e semplice del mondo. Come? Insegnando ai bambini che il calcio è rispetto reciproco e che le regole del gioco vanno rispettate, altrimenti vieni espulso. Ecco perché questo anime, cartone animato o come volete chiamarlo, continua a venire trasmesso ancora e ancora e ancora. Non saremo mai stufi di Holly e Benji, perché in ognuno di noi, continuerà ad esistere un po’ di Holly e un po’ di Benji.

A cura di Nicola Luccarelli

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