Continua a salire il numero delle persone rimaste uccise nel raid russo di ieri a Dnipro in cui è stato colpito un condominio di diversi piani. Secondo quanto ha confermato il capo del consiglio regionale, Mikola Lukashuk, sono 21 le vittime, tra cui anche un bambino. La protezione civile ha reso noto che sono stati 73 i feriti estratti dalle macerie dell’edificio semi crollato, compresi 14 bambini. Altre 38 persone, tra le quali 6 bambini, risultano essere illese.
Continua la ricerca di 35 persone che mancano all’appello, con i soccorritori che sentono richieste di aiuto da parte di persone rimaste intrappolate nelle macerie.
L’attacco a Dnipro è stato il più grave dei raid lanciati ieri dai russi contro obiettivi civili, come le infrastrutture elettriche, in quello che il governo di Kiev ha definito ancora una volta “terrorismo russo“. Esplosioni si sono verificate in diverse regioni, compresa anche quella di Kharkiv.
E proprio a Kharkiv, secondo il ministero della Difesa russo, Kiev starebbe pianificando un attacco al corridoio del grano incolpando Mosca. Londra annuncia l’invio di tank a Kiev. Il presidente turco Erdogan spinge per cessate il fuoco locali. Kiev, “è giunto il momento per il Papa di visitare l’Ucraina, darebbe un segnale alla Russia per fermare la distruzione”.
A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica

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