Grandi elettori, il record del veterano Napolitano. L’ex capo dello Stato ha partecipato al numero più alto di sedute per l’elezione del presidente della Repubblica: 8.
Segue Casini con sei. Difficilmente eguagliabile appare il record di Giulio Andreotti, che ha partecipato a 12 votazioni.

È il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, il grande elettore veterano, vale a dire il parlamentare attualmente in carica, in quanto senatore di diritto e a vita, che ha partecipato e votato al numero più alto di sedute per l’elezione del Capo dello Stato: 8. La prima volta fu in occasione della seduta che portò all’elezione di Giovanni Gronchi nel 1955, poi presente incessantemente fino agli scrutini conclusi con la scelta di Oscar Luigi Scalfaro nel 1992.

Nominato senatore a vita nel 2005 dopo la parentesi al Parlamento europeo, Napolitano tornò a votare per il Presidente della Repubblica proprio nella seduta che il 10 maggio 2006 portò alla sua elezione. Fu infine presente il 31 gennaio 2015 tra i grandi elettori che scelsero Sergio Mattarella come suo successore.

Dopo Napolitano un altro senatore, Pier Ferdinando Casini, vanta il più alto numero di presenze come grande elettore, 6. L’esordio avvenne il 24 giugno 1985 quando fu eletto Francesco Cossiga, poi sempre in Aula fino a sette anni fa.

Nella classifica dei veterani segue con cinque presenze un gruppetto di parlamentari che hanno frequentato sia le Aule della Camera che del Senato, passando in alcuni casi anche attraverso diverse esperienze politiche: gli attuali senatori Ignazio la Russa (Fdi), Maurizio Gasparri (Fi) e Roberto Calderoli (Lega) e il deputato Elio Vito (Fi), presenti già nel 1992 all’elezione di Scalfaro, i primi due nelle file del Msi, il terzo tra i pionieri della Lega, il quarto tra i Federalisti europei.

In quell’occasione tra i Grandi elettori c’era anche Umberto Bossi, che ha partecipato a quattro sedute, avendo saltato quella del 2006 che portò all’elezione di Napolitano, in quanto due anni prima aveva lasciato il Parlamento italiano per quello europeo.

Tra i parlamentari in carica, quattro sono anche le votazioni alle quali hanno partecipato il ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, della Lega; i senatori Luigi Cesaro e Renato Schifani di Forza Italia; Paolo Romani, di Cambiamo; Gianclaudio Bressa, del Gruppo Autonomie; i deputati Paolo Russo e Stefania Prestigiacomo, di Forza Italia, e Bruno Tabacci, del Centro democratico.

Difficilmente eguagliabile appare il record di Giulio Andreotti, che ha partecipato a 12 votazioni: le due con le quali l’Assemblea costituente elesse e poi confermò, dopo le sue dimissioni, Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato; quindi quelle del Parlamento repubblicano da Luigi Einaudi fino a Giorgio Napolitano nel 2006.

Dopo di lui Nilde Iotti e Oscar Luigi Scalfaro con nove votazioni, a partire anche loro dall’Assemblea costituente. La prima arrivò fino all’elezione proprio di Scalfaro, presente ma senza partecipare al voto in quanto presidente della Camera a quella di Cossiga. Il secondo fino a quella di Napolitano nel 2006, saltando la sua in quanto presidente della Camera e ovviamente, poiché ancora in carica, quella del suo successore Ciampi.

Se Napolitano riuscirà a partecipare alla seduta che inizia lunedì prossimo anche lui arriverà a votare a nove sedute.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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