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GOVERNO AVANTI SU MPS

C’è l’impegno a tutelare il marchio Mps, i posti di lavoro ed evitare che della banca si faccia uno “spezzatino“. Ma c’è anche la prudenza legata a un’operazione di mercato ancora in corso. Così il governo affronta in queste ore il dossier del Monte dei paschi di Siena, che agita la maggioranza.

Non una parola trapela dalla presidenza del Consiglio: il dossier è sul tavolo di Daniele Franco. E il ministro dell’Economia ha dato la disponibilità a riferire su Mps. Lo si è appreso al termine della conferenza dei capigruppo della Camera. Franco dovrebbe riferire, viene spiegato, mercoledì alle commissioni Finanze di Camera e Senato, che hanno avanzato la richiesta di aUdirlo.

Dall’esecutivo si sottolinea come la trattativa in esclusiva con Unicredit sia parte di un percorso tracciato dopo il salvataggio della banca da parte dello Stato e nel rispetto delle scadenze europee, con l’obbligo di dismettere la partecipazione entro la fine del 2021.

Il tema Mps, di cui Renato Brunetta potrebbe chiedere a Mario Draghi di parlare in Cdm, tiene intanto banco in Parlamento. Alla Camera, a inizio della seduta domenicale sulla riforma della Giustizia, gli interventi sono polemici. Non solo Fdi ma anche Lega e Pd hanno chiesto di ascoltare Franco. Formalmente le richieste sono state diverse: una di riferire in Aula, una di intervenire nelle commissioni Finanze, una di parlare alla commissione d’inchiesta sulle Banche e una di attuare la legge che prevede di riferire su operazioni bancarie. Ma Franco non potrà sbilanciarsi sugli aspetti della trattativa, per non interferire preventivamente con l’operazione di mercato.

In queste ore dal ministero dell’Economia arrivano rassicurazioni sull’impegno del governo a tutelare Mps. Questo vuol dire innanzitutto far sì che l’acquirente prenda la maggior quota possibile della banca per evitare lo “spezzatino”. Finché non si definirà il perimetro dell’operazione (per ora sono esclusi solo crediti deteriorati e contenzioso), è difficile stimare gli esuberi ma l’altro impegno è ridurli il più possibile e, per quelli che si riveleranno inevitabili, gestirli, anche rifinanziando strumenti come il fondo esuberi per le banche. Quanto al marchio, si lavora per tutelarne il valore storico ed economico, anche in termini di presenza degli sportelli sul territorio.
E poi c’è allo studio un intervento per sostenere l’area senese, con il sostegno a settori lì molto presenti come la farmaceutica.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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