Tutti le persone in vita hanno una sorte comune quella poi di morire. Puoi essere stato un capo di Stato, un Oligarca, un dittatore, uno sceicco, un buono, un egoista, uno speculatore, un finto amico, un approfittatore, uno che crede in Dio o meno. Il destino, quando l’orologio biologico si ferma è identico per tutti.

Puoi lasciare un ricordo bello, buono o al contrario negativo, brutto. Tra le persone che da ragazzo mi ha lasciato un bandolo di positività, ascoltandolo nel piccolo schermo è stato Mikhail Gorbaciov, l’ultimo segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica che fu propugnatore dal 1985 al 1991, dei processi di riforma legati alla famosa perestrojka.

L’ex Presidente dell’Unione sovietica si trova ricoverato in ospedale, dove è in dialisi, lo rende noto l’economista Ruslan Grinberg, direttore scientifico dell’Istituto di economia dell’Accademia delle scienze russa, che lo è andato a trovare recentemente.

Gorbaciov, che ha 91 anni, e contrariamente a quanto accaduto nel 2014, non si è espresso sulla guerra in Ucraina iniziata il 24 febbraio di quest’anno, soffre di diabete e ha problemi ai reni.

Gorbaciov fu un protagonista assoluto della scena mondiale alla fine degli anni ’80 del novecento, determinante nella fine della guerra fredda e nella caduta del muro di Berlino. Ebbe anche un sincero ed intenso rapporto con Papa Wojtyla di cui ha detto in occasione dei 100 anni della nascita del Papa: «Penso di poter dire con buona ragione: durante quegli anni siamo diventati amici“.

Ecco per coloro che la pensano come me, un uomo sa vivere quando non abbandona mai la speranza di credere che il bene vince sempre sul male, sulla ingordigia, sulla invidia, sulla gelosia.
Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Facebook

 

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