Il Popolano - Quotidiano, Giornale fondato nel 1959

Devo ai lettori del Popolano, un rendiconto significativo da quando è stato fondato. Ho da quel primo giorno l’onore di guidare una straordinaria redazione anche in anni complessi. Un privilegio inestimabile. All’editoriale della casa editrice fui assunto, giovanissimo praticante, la prima volta nel luglio del ‘79. La proprietà era di papà e sin da subito ebbi l’intuizione che il giornalismo era il mio primo sogno giovanile, quella che sarebbe rimasta la casa di sempre, la famiglia d’origine. Il primo legame sentimentale, a 22 anni, anno in cui venni nominato Direttore dell'”Adriaticoggi”. Quell’incarico così importante è rimasto dentro di me in modo indissolubile.

Lungo il solco e l’esperienza da quel primo mandato, negli anni ambivo attraverso il giornale di rappresentare un’Italia in forte crescita economica, ma anche sconvolta da delitti efferati, rivoluzioni universitarie, rapimenti, rivolte sociali. Sono stato sempre indipendente, mai sottomesso dalla politica, e onesto. Ho svolto il compito con orgoglio dentro quella vecchia tipografia, come se dovessi lavorare a un grande organo d’informazione, ma bastavano i valori che sentivo dentro la piccola bottega editoriale.

Dal 1980 ad oggi ho visto notevoli mutamenti, anzi li ho vissuti. Oggi a distanza di tanti anni, dopo un laborioso lavoro, mi sono calato nella modernità proiettata nel futuro senza fare sconti a nessuno, nemmeno ai governi che si sono succeduti, ho dato ampio respiro ai miei editoriali in modo incondizionato, come agli stessi Direttori che mi hanno affiancato; da Ettore Pasini, Lidio Rocchi, Ugo Vandelli, Mario Guidazzi, Denis Ugolini, Maurizio Vigliani.

Con il tempo, cari lettori, ho imparato che l’informazione è considerata da gran parte della classe dirigente un male occulto. Uno dei tanti segni di arretratezza. Piaccia o no, le notizie sono notizie, quelle vere. I fatti sono i fatti. E le inchieste sono un dovere civile, oltre che professionale. Perché la pluralità si nutre di trasparenza e confronto, di attenzione e rispetto. Dove c’è trasparenza c’è riconoscimento del merito e democrazia.

Siamo ora all’editoria digitale, il Popolano sta conoscendo la sua fase di grande sviluppo a livello internazionale con i lettori che si avvicinano sempre di più alla testata e non ci lasciano, anzi se ne aggiungono altri che non parlano la nostra stessa lingua. L’intero meccanismo del giornale è presente su tutti i social network. Tutto questo è frutto di un lavoro d’insieme, dalla redazione composta da colleghi impareggiabili a VIDEM che si prodiga al mantenimento del sito.

Al nuovo Direttore Simone Tripodi, al vice Ugo Vandelli, agli editorialisti Sandra Vezzani, Franco Buttaro, Marco Benazzi, Sara Patron, Barbara Comelato, Alessandro Poletti, Raffaella Candoli, Samanta Costantini, Claudio Piselli, Elena Mambelli, Debora Pietrobono, Luca Bramanti, Elena Giulianelli, Roberto D’Orazi, Elisabetta Turci, ai lettori, un grande e ideale abbraccio intorno al nuovo 2023.

L’editore

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui