Tutto fuorche’ facile penetrare nel mondo dei giovani, per cercare di capirne le dinamiche, i pensieri, i sogni, interpretando il “loro linguaggio”.
Un lessico che ha una varieta’ espressiva variegata, a volte condita da un turpiloquio esagerato, esibizionistico.

I giovani lo fanno abitualmente, cosi’ fissano “i paletti” del gruppo di appartenenza.
E così anche la droga ha un suo linguaggio!
In gran parte delle regioni italiane si e’ andato diffondendo un vero e proprio “gergo della droga”.
Così scopriamo che in Emilia-Romagna lo “spinello” viene indicato con almeno una decina di termini.

In questo mix di linguaggio giovanile ci sta tutto un mondo: quello appunto della droga che, ahime’ , non e’ scomparso, anzi, sta riaffiorando con forza.
Genitori, istituzioni, politica, sono ora chiamate a rivolgere maggiore attenzione, non foss’altro per attenuare il disagio che spesso porta i nostri giovani a far uso di droghe o di altri ”intrugli”, comunque pericolosi per la salute.
Negli anni ’90, il 90% dei giovani in trattamento era dipendente da eroina, oggi lo scenario e’ radicalmente mutato, e anche l’eta’ media.

Aumenta la cocaina che tra i giovani è la prima droga (65%), la restante parte degli utenti accede ai servizi per le dipendenze da alcool (25%), tabacco (5%),e gioco d’azzardo(5%).
Lo rileva uno studio della Regione Emilia-Romagna.
Significativa la presenza di non residenti, molti provengono da altre regioni e si tratta per lo piu’ di studenti universitari, persone in carcere, e cittadini non italiani.
Il 50% ha piu’ di 39 anni, popolazione che nel 2006 rappresentava il 20%, ma va detto che per i nuovi utenti, ultimamente, l’eta’ media si e’ abbassata considerevolmente.
Domandarsi di chi sono le responsabilita’ ha un senso solo se si parte da una visione senza ipocrisia, e dal presupposto che le cause siano molteplici.

Occorre prima di tutto parlare di dipendenze e poi di droghe (video-giochi, internet), a cadere nella trappola spesso sono proprio i giovanissimi, addirittura a partire dalle scuole elementari.
In secondo luogo occorre bypassare anche l’idea che bisogna avere dei genitori consapevoli.
Ben vengano i genitori responsabili, ma meglio ancora sarebbe “averli responsabilizzati”: responsabilizzati all’idea che la droga circola, direttamente o indirettamente, nella vita dei nostri figli, nessuno escluso!

Allora ben vengano i controlli e i moniti, ma non bastera’ chiudere una discoteca o dire loro di tenersi fuori da “ certi postacci”.
Questo perche’ la droga e’ a portata di tutti, anche nelle scuole migliori, anche nei quartieri “bene”.
Il vero tema, credo, non sono i posti da non frequentare, ne’ il consumo di droga, ma il cadere nelle “dipendenze”, che siano esse da sostanze o da gioco, in una discoteca, o davanti a un computer dentro casa!

Il tema vero e’ “fare rete”, e sviluppare un “educazione responsabile”, a cui tutti, nessuno escluso, scuola, famiglia, istituzioni, societa’ civile, politica, siano chiamati a rispondere.

A cura di Sandra Vezzani editorialista

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