Continua il calo dei contagi da coronavirus. In netta discesa anche i ricoveri nelle terapie intensive e nei reparti ordinari.

Nella settimana 18-24 maggio la Fondazione rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi in tutte le Regioni: dal -2,5% della Sicilia al -38,4% del Veneto. Sono solo 5 le Province in cui l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti: Crotone (578), Cagliari (542), Sud Sardegna (540), Siracusa (520) e Oristano (505).

“I nuovi casi settimanali continuano a scendere (-29,6% rispetto alla settimana precedente) – ha dichiarato il presidente Nino Cartabellotta – attestandosi intorno a quota 172 mila con una media mobile a 7 giorni di poco superiore ai 24 mila casi giornalieri”.

Discorso inverso per le reinfezioni: “La loro incidenza settimanale continua a crescere e ha raggiunto il 6%: “L’avvento di Omicron a inizio dicembre 2021 ha fatto salire le reinfezioni dall’1% al 3%: successivamente le sue sotto-varianti, capaci di evadere la risposta immunitaria, hanno contribuito a raddoppiare il tasso di reinfezioni”.

Sul fronte degli ospedali il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID registra un’ulteriore flessione sia in terapia intensiva (-13,9%) che in area medica (-16,2%) e continuano anche a diminuire i decessi: 633 negli ultimi 7 giorni (di cui 89 riferiti a periodi precedenti), con una media di 90 al giorno rispetto ai 109 della settimana precedente.

Al 25 maggio l’88,1% della platea ha ricevuto almeno una dose di vaccino e l’86,5% ha completato il ciclo vaccinale (+9.592 rispetto alla settimana precedente).
Nella settimana 18-24 maggio si riduce ulteriormente il numero di nuovi vaccinati: 4.280 rispetto ai 4.723 della settimana precedente (-9,4%). Di questi il 41,6% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.781, con una riduzione del 3,3% rispetto alla settimana precedente. Continua a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 994 (-12,9% rispetto alla settimana precedente).

Persone non vaccinate. Al 25 maggio sono 4,01 milioni pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria.

Terza dose. Il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’82,9% con nette differenze regionali: dal 77,2% della Sicilia all’86,9% della Valle D’Aosta. Sono 8,16 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster.

“In meno di un mese – ha puntualizzato Cartabellotta – le persone candidate a ricevere subito la dose booster sono più che raddoppiate (da 1,83 milioni il 28 aprile a oltre 4 milioni il 25 maggio) in quanto trascorsi 120 giorni dal completamento del ciclo primario o dalla guarigione dopo il ciclo primario. In tal senso, considerato l’attuale stallo della campagna vaccinale, nelle prossime settimane aumenterà ulteriormente la popolazione suscettibile, vista la limitata efficacia della vaccinazione con due dosi nei confronti della variante Omicron”.

Vaccini, efficacia. “Complessivamente in tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 24,6-78,6% per ricoveri ordinari; del 46,4-80,2% per le terapie intensive) e decesso (del 44,3-100%).
Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 25 maggio sono state somministrate solo 617.307 quarte dosi, con una media mobile di oltre 14 mila somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 14% con nette differenze regionali: dal 3,9% della Calabria al 30,5% del Piemonte .

“Nonostante i ripetuti appelli – conclude Cartabellotta – e la somministrazione della quarta dose non solo non è decollata, ma i trend documentano una fase calante. Eppure, la riduzione dell’efficacia vaccinale nei confronti della malattia grave aumenta la mortalità nelle fasce più anziane della popolazione già vaccinate con tre dosi, mentre si consolidano le prove di efficacia del secondo booster nel ridurre ospedalizzazioni e decessi. Peraltro, gli eccellenti risultati di alcune Regioni “virtuose” dimostrano che somministrare alle persone vulnerabili l’ulteriore booster a 120 giorni dalla terza dose è solo una questione organizzativa e di informazione alla popolazione. Perché rimandare all’autunno, confidando nell’arrivo dei “vaccini aggiornati”, è una scelta molto azzardata per le persone vulnerabili”.

A cura di Televideo – Foto Imagoeconomica

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